Terminata la conversione in legge, toccherà al Mef chiudere la questione: un decreto attuativo per il via definitivo allo stralcio delle cartelle.

Cartelle esattoriali
Foto: Web

Il Decreto Sostegni è pronto a mantenere quanto promesso. Lo stralcio delle cartelle esattoriali fino a 5 mila euro, cancellate per alleggerire i magazzini dell’Agenzia delle Entrate e consentire ai contribuenti uno sgravio fiscale imprevisto e naturalmente importante. Anche e soprattutto in virtù della situazione di difficoltà economica provocata dalla pandemia, chiaro. Questo, di fatto, permetterà di eliminare i crediti datati e difficilmente esigibili ma anche di immetterne di nuovi, quelli bloccati dallo stop alle cartelle stabilito proprio per far fronte alla crisi pandemica.

Ecco, da questo punto di vista lo stop del Dl Sostegni è stato letto in modo piuttosto ambiguo. Alcune associazioni specifiche, non ultime quelle sindacali, avevano fatto notare come il taglio delle cartelle fosse una misura incompleta, mentre i pagatori regolari lamentavano il fatto di una disparità in merito al rispetto delle tempistiche. A ogni modo, la misura cardine del Decreto è pronta a entrare in vigore, non appena finito il passaggio di conversione. Anzi no, c’è ancora un passaggio da fare e risponde a un nome preciso: decreto attuativo.

LEGGI ANCHE >>> Ancora una proroga per cartelle esattoriali e rate: il Sostegni bis

Pace fiscale, tutto pronto: un ultimo documento per cancellare le cartelle

Affinché sia vera pace fiscale, toccherà al Ministero dell’Economia compiere l’ultimo e decisivo passo. Una volta che il Sostegni avrà terminato il suo periodo di conversione in legge, il Mef dovrà emettere un decreto attuativo che, in buona sostanza, consentirà alla nuova legge di manifestare i propri effetti. In poche parole, il Ministero dovrà produrre (entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione) un vademecum della pace fiscale, ossia decretarne le capacità. Nel decreto attuativo dovranno essere contenute le modalità di annullamento, così come il calendario e il discarico. Ma anche l’eliminazione delle scritture patrimoniali relative agli enti creditori. Probabilmente se ne saprà di più il 22 maggio, quando il ministro Daniele Franco dovrebbe relazionare in Parlamento.

LEGGI ANCHE >>> Cartelle esattoriali: attenti, ci pignorano il conto

Nel frattempo, vale la pena ricordare quali siano i requisiti per accedere allo sgravio delle cartelle esattoriali. Si tratta dei crediti maturati fra il 2000 e il 2010, non superiori ai 5 mila euro e con debitori che abbiano un reddito fino a 30 mila euro nel 2019. Quindi una fetta abbastanza ampia di popolazione. Saranno in tutto circa 16 milioni le cartelle da stralciare, meno di quante sarebbero state con il condono generalizzato (61 milioni). Escluse, ricordiamo, le multe per infrazioni stradali, i danni erariali e i debiti relativi al recupero di aiuti di Stato.