Le cartelle esattoriali stanno per riapparire e l’Agenzia delle Entrate pensa di mettere persino le mani sui conti

Agenzie delle Entrate, conto corrente
Agenzia delle entrate (Fonte foto: web)

Inizia giugno e ricomincia l’invio delle cartelle esattoriali. L’Agenzia delle Entrate conta di spedirne 35 milioni agli italiani, durante la prossima estate. E non solo, l’Agenzia aggiunge che qualora le quote non fossero adempite, è possibile agire tramite pignoramento del conto corrente.

Chi si trova in questo momento nel panico, a causa di tali avvisi per niente ottimistici, può solo sperare nel Decreto Sostegni bis, dove si pensa di inserire delle rate di 10 anni, proprio per le cartelle esattoriali. Altrimenti, attenzione alla macchina del Fisco, che non farà sconti. Ecco cosa potrebbe accadere.

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Cartelle esattoriali: se arrivano è meglio pagare

Lo Stato continua a combattere l’evasione fiscale, i mesi di proroga dati nel periodo di crisi dovuta alla pandemia, non vogliono dire che è stato chiuso un occhio. Per questo, c’è da aspettarsi che nei prossimi mesi si provi a fare di tutto per riavere i soldi che gli italiani devono alle casse nazionali. Ed attenzione quindi, perché il Fisco per arrivare ai soldi in credito, può accedere al conto corrente, senza dover chiedere permesso ad un giudice.

Vuol dire che al debitore non verranno date possibilità di reazione. Possono invece assolutamente chiedere il rimborso di eventuali cartelle esattoriali già pagate, ecco come. Cosa ancor più fastidiosa è la possibilità dell’Agenzia delle Entrate di accedere totalmente al nostro conto corrente, e non solo per metterci le mani. Infatti possono essere conosciuti dati e spostamenti di danaro del titolare, qualora volesse, anche grazie alla banca dati dell’INPS.

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Rischiano quindi in tantissimi conti corrente, sia che vi siano accreditate pensioni, sia che vi entrino degli stipendi. Leggermente diversa la situazione per chi ha il conto corrente cointestato. Quel tipo di conto è di poco, più tutelato. Infatti quando un conto risulta cointestato, il Fisco può prelevare solo il 50% dei soldi in deposito. Chi deve stare attento ai controlli nei prossimi mesi: sicuramente le Partite IVA, professionisti ed autonomi. Il Fisco, può andare a controllare di tutto, da titoli, ai conti in deposito, ai conti terzi, fino a buoni fruttiferi postali, prodotti assicurativi, carte di credito ed altro.