Il 30 giugno si avvicina e la corsa al Super Cashback si fa sempre più elettrizzante. Vediamo quali sono gli ultimi sviluppi su questa vicenda che ha generato non poche polemiche 

Super Cashback
Pagamento cashless (Fonte foto: web)

Il Super Cashback è stato uno dei grandi protagonisti di questa prima metà del 2021. La possibilità di ottenere 1.500 euro per i primi 100.000 in graduatoria ha mandato letteralmente su di giri gli italiani, che si sono sbizzarriti ad effettuare sempre più pagamenti con carte o bancomat. 

Il 30 giugno 2021 finirà la prima fase del programma e il 10 luglio 2021 sarà possibile vedere la classifica definitiva e capire se si è rientrati o meno tra i fortunati vincitori. Non sarà per niente semplice visto che la media delle transazioni è piuttosto alta.

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Super Cashback: transazioni utili e situazione dei “furbetti”

Ad oggi per essere ricompresi tra i beneficiari servono circa 390 pagamenti con strumenti elettronici. Considerando che manca poco meno di un mese e mezzo al gong, non è da escludere che possano servirne almeno un centinaio in più.

Una vera e propria impresa se si considera che gli iscritti al programma tramite l’applicazione IO sono circa 8 milioni. Inoltre va aggiunta anche la situazione degli ormai noti “Furbetti del Cashback”.

Attraverso micro-transazioni e “pagamenti dilazionati” (così come è accaduto per i rifornimenti di benzina) questi soggetti hanno di fatto scalato la classifica mettendosi in posizione di vantaggio.

Il problema però è che il regolamento del MEF non vieta in nessun modo questo genere di scorrettezze, che hanno delle notevoli ripercussioni sugli esercenti. Nelle scorse settimane si era parlato di provvedimenti nei confronti di coloro che avevano abusato di questi escamotage. Al momento però non è stata ponderata nessuna soluzione per cercare di mettere un punto alla questione.

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La sensazione è che almeno questo primo semestre di Super Cashback scorrerà così per la gioia di chi si è avvalso di queste tecniche eticamente discutibili. L’auspicio è che le cose possano cambiare in vista della seconda parte, in modo tale da evitare malumori ad oggi più che comprensibili.