Si fingevano Elon Musk e chiedevano ai followers di effettuare dei versamenti in Bitcoin. Una truffa in piena regola, millantandosi miliardari…

Elon Musk
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Il binomio criptovalute-Elon Musk sta provocando parecchio sconquasso negli ultimi giorni. Il dietrofront di Tesla sull’accettazione dei pagamenti in Bitcoin ha portato a un crollo storico della regina delle crypto, esattamente come un precedente tweet del miliardario sudafricano l’aveva fatta schizzare alle stelle. Ora però subentra un altro problema. E, indirettamente, c’entrano ancora una volta loro: criptovalute ed Elon Musk. Anzi, a dire la verità il problema risale quasi a un anno fa. Luglio 2020 per l’esattezza, quando diversi account Twitter sono s tati violati e impiegati per eseguire una vera e propria truffa ai rispettivi follower.

L’obiettivo? Realizzare un maxi-furto di Bitcoin, facendoseli inviare proprio dai contatti bucati. In pratica, un’estorsione attraverso identità fasulle, carpite hackerando profili Twitter anche di personaggi importanti. Fra questi, proprio Elon Musk, particolarmente imitato dai truffatori online, specie per quanto riguarda il mondo delle crypto. Solo negli ultimi sei mesi, approfittando della “fiducia” in un account che si riteneva appartenere al patron di Tesla e SpaceX, i truffatori hanno realizzato colpi per oltre 2 milioni di dollari in criptovalute.

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Maxi-furto di criptovalute: 2 milioni soffiati ai follower di Elon Musk

In questo momento di sicuro non si tratta di una buona pubblicità per Bitcoin. Non che c’entri qualcosa naturalmente, ma l’aver sofferto così tanto il contraccolpo del ripensamento di Tesla ed entrare suo malgrado in un affaire così ingente rappresenta un doppio schiaffo dal quale sarà complicato rialzarsi nell’immediato. Il trucco era sempre lo stesso: la creazione di un finto profilo, estremamente fedele all’originale anche grazie al nome settato dell’account violato. In questo modo, gli utenti poco attenti erano convinti di ritrovarsi di fronte al profilo ufficiale. Di Musk o chi per lui.

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Secondo la Federal Trade Commission, il trucco sarebbe andato avanti per anni. I truffatori chiedevano alle vittime di inviare una somma in Bitcoin a uno specifico indirizzo di portafoglio, millantando una fantomatica ricevuta di pagamento, più alto rispetto all’investimento. Niente di tutto questo è mai arrivato alle vittime dei falsi Elon Musk. Il 17 maggio scorso, Ftc ha pubblicato un rapporto nel quale si parlava addirittura di 80 milioni di dollari persi in truffe riferiti dai consumatori. Secondo l’organizzazione, sarebbero 1.900 i dollari persi al mese in questo modo. Un numero troppo elevato, anche per il mondo delle crypto.