Elon Musk torna a mischiare il mazzo: Tesla non accetterà più pagamenti in Bitcoin e la crypto va in picchiata. Ma non tutto è perduto.

Bitcoin
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Altro che volatilità. Nel mondo delle criptovalute il passaggio dalle stelle alle stalle è davvero questione di un attimo. Anzi, di un post. E pensare che era stato proprio un annuncio via social a far schizzare la regina dei blockchain, Bitcoin, ai livelli top nella storia delle crypto. Forse era inevitabile che accadesse anche l’inverso. Ma cominciamo dall’inizio. Pochi mesi fu Elon Musk a stimolare l’attenzione degli investitori, annunciando che Tesla avrebbe accettato pagamenti in Bitcoin per i suoi prodotti. Nemmeno a dirlo. In pochissimi giorni la criptovaluta aveva iniziato a scalare posizioni, raggiungendo valori clamorosi. La bull run l’aveva portata praticamente sulla soglia dei 100 mila dollari.

A mischiare di nuovo il mazzo però è arrivato di nuovo il miliardario sudafricano, con un dietrofront che non si aspettava praticamente nessuno. Tesla quei pagamenti non li accetterà più per l’acquisto di automobili. Panico. Non tanto per lo stop in sé, quanto per il suo arrivo inatteso, repentino, improvviso. Troppo anche per un mondo abituato alle sorprese come quello delle criptovalute. Il valore di Bitcoin scende in verticale, toccando il (provvisorio) fondo a quota 40 mila dollari. Quotazioni che, probabilmente, scenderanno ancora nei prossimi giorni.

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Terremoto Bitcoin, il valore cola a picco: cosa succede ora

Non è tanto il crollo del valore a spaventare, quanto gli effetti che potrebbe sortire sugli investimenti. Al momento la situazione è imprevedibile, anche gli spostamenti di monete ne risentono. Anche perché circola la paura che, oltre ad aver stoppato i pagamenti in Bitcoin, Musk abbia anche venduto i propri. Timore ingiustificato, dal momento che lo stesso magnate ha fatto sapere via Twitter che le sue monete digitali le ha ancora in tasca. La ragione che lo ha spinto a una frenata così repentina probabilmente la spiegherà. Per ora, basti sapere che l’instabilità di fondo del mercato delle criptovalute ha subito un vero e proprio effetto tornado.

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Tuttavia, visto che in qualche modo uno stop (anche se non di queste proporzioni) lo si attendeva, forse il quadro non è così drammatico. Di sicuro, non abbastanza da giustificare una vendita immediata del proprio patrimonio. Anche perché non è certamente anomalo che si attraversino periodi di transizione e, pur nell’autorevolezza del personaggio che ha decreto il crollo, una bull run positiva è comunque lecito aspettarsela. Anche se, chiaramente, non è dato sapere quando accadrà. Qualcosa di simile avvenne nel 2017, quando Bitcoin non viaggiava ancora a livelli così alti. E se all’epoca riuscì a risollevarsi, iniziando di fatto la scalata all’Olimpo, qualcosa del genere potrebbe succedere anche ora. La parola d’ordine è prudenza. E anche attesa.