In tempi bui, come questi, in tempi in cui manca la certezza di arrivare alla fine del mese con quel che si guadagna, ogni cosa è possibile.

Bolletta calvario

I tempi sono quello che sono, la crisi regna sovrana, l’incertezza nei confronti di un futuro che ancora non possiamo immaginare, le ristrettezze, la perdita del lavoro o quantomeno di quei ritmi lavorativi di un tempo. Tutto questo, ma proprio tutto, può portare a situazioni di momentanea difficoltà economica. Cosa succede quando una dinamica del genere prende il sopravvento? Quando in casa ci sono le scadenze, le tasse da pagare, le utente che non perdonano?

Semplice, in molti non pagano le cosiddette bollette, o quantomeno ne rinviano il pagamento. In ogni caso, l’atteggiamento dell’azienda fornitrice di quel determinato servizio, che sia luce, telefono o gas, è praticamente standardizzato. Si attende, eventualmente qualche giorno per comprendere se il cliente pagherà o meno il proprio sospeso, poi si agisce, subito, senza dare al cliente nemmeno il tempo di rifletterci su.

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La bolletta è troppo alta: ecco cosa potrebbe succedere

Si diceva quindi dell’atteggiamento della società che eroga il servizio. Consideriamo che oggi, tali società, sono tutte private, quindi non andremo a ragionare con enti statali, ma con vere e proprie imprese che rispondono a logiche completamente diverse da quelle alle quali, anni fa, si era abituati. Non paghi? Ti invito a farlo, con una ulteriore comunicazione, ti do una scadenza ed aspetto che per quella data tutto torni alla regola, altrimenti si passa allo step successivo.

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Succede quindi che l’azienda in questione, davanti ad un nostro ulteriore rinvio, decida di sospendere l’erogazione di quel determinato servizio. In quel caso passerà, comunque, alla procedura di riscossione di quel credito che le è, di fatto, dovuto. Solitamente si può passare ad una sorta di diffida ed al tentativo di affidarsi ad una società di recupero crediti, soprattutto se si tratta di piccolo importo. Se le cose dovessero proprio andare, male, se l’azienda volesse fare sul serio, allora si rischierebbe un decreto ingiuntivo con relativo, successivo pignoramento dei beni del debitore, per il valore della “credito” maturato.