L’Agenzia delle Entrate chiarisce definitivamente la natura dei contributi a fondo perduto percepiti. Specificando che non influiranno sui nuovi.

Fondo perduto Agenzia Entrate
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Erano stati il mantra del Decreto Sostegni e se ne era parlato talmente tanto che forse non si è notato il tempo che passava. I contributi a fondo perduto diventano ora oggetto di qualche chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate che, con la circolare del 14 maggio 2021, spiega i dettagli della fruizione sottolineando che i contributi ricevuti nel corso del 2020 (siano essi i fondi perduti veri e propri che altre agevolazioni speculari) non verranno conteggiati per l’accesso ai nuovi aiuti. Una notizia importante. In buona sostanza, questo significa che le nuove agevolazioni conteranno indipendentemente da quella già godute.

Una decisione, quella dell’Agenzia delle Entrate, che arriva sia nell’ottica del rispetto della soglia di ricavi e compensi (10 milioni), sia per il calo del fatturato, di cui va comunque tenuto conto a prescindere dagli aiuti ricevuti. Altro chiarimento dell’ente, la natura definitiva delle somme ricevute, da considerare letteralmente irrilevanti nel contesto di un calcolo reddituale poiché da ritenere non concorrenti alla determinazione della soglia dei ricavi stabilita con il Decreto Sostegni.

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Contributi a fondo perduto, fra ricevuti e da ricevere: l’Agenzia delle Entrate chiarisce

Sempre secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, i contributi a Fondo perduto avranno anche un’altra caratteristica. Quelli già ricevuti non sono da includere fra i ricavi utili all’individuazione delle soglie dimensionali sulle quali fare riferimento per il calcolo dei nuovi. In sostanza, al netto del calo di fatturato e di quanto detenuto redditualmente, non vi saranno ulteriori fattori a incidere sulla determinazione dell’agevolazione. A giustificare il tutto interviene la normativa stessa che regola i contributi. In effetti, il fondo perduto costituisce una compensazione degli effetti economici della pandemia.

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I contributi a fondo perduto, nel contesto del conto di esercizio, costituiscono un’integrazione dei ricavi. Anche, eventualmente, una riduzione dei costi in bilancio. Per questo la finalità dell’erogazione scioglie il dubbio, limitando i contributi a un mero aiuto, non a un incremento del welfare. Secondo quanto stabilito dal Testo unico delle Imposte sui redditi, i contributi in oggetto servono a far fronte a esigenze di gestione, all’incremento dei mezzi patrimoniali, all’acquisto o alla realizzazione di beni ammortizzabili. Un inquadramento che va oltre tutte le determinazioni normative.