Ha destato curiosità la storia di un paziente che dopo aver assunto un farmaco della Pfizer ha iniziato a soffrire di ludopatia. L’azienda dovrà pagare un maxi risarcimento

Ludopatia
Fonte Facebook – Fanpage.it

Il periodo non è dei migliori per l‘azienda farmaceutica Pfizer, nota anche per aver prodotto uno dei vaccini anti-covid attualmente presenti sul mercato. Alle diverse critiche inerenti gli effetti indesiderati del sopracitato medicinale si è aggiunta un’altra situazione piuttosto complicata.

Infatti un paziente malato di Parkinson di circa 60 anni (residente in Italia) dopo aver assunto il Cobaser, (realizzato da Pfizer proprio per allentare i tremori che questo genere di patologia può comportare), ha iniziato a palesare degli effetti collaterali piuttosto imprevisti che non erano menzionati nel classico foglietto illustrativo.  

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Ludopatia dopo aver assunto farmaco Pfizer: azienda farmaceutica costretta al risarcimento

Tra questi sono stati piuttosto evidenti la ludopatia e l’ipersessualità. Per effetto di ciò la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado (la causa è iniziata nel 2015) che condanna la famosa casa farmaceutica a versare al paziente un risarcimento di 500mila euro comprensivo di danni morali ed economici.

Andando a ritroso la persona in questione ha assunto il farmaco dal 2001 al 2006 e già dai primi mesi questi effetti sono stati ben evidenti. Nel giro di poco tempo è diventato un giocatore d’azzardo di quelli accaniti utilizzando più di 1.800 carte di credito usa e getta per tentare la fortuna. In totale ha speso 280mila euro in scommesse, casinò, slot machine e affini.

Aveva addirittura sottratto 100.000 euro all’azienda per cui lavorava, motivo per cui si è dovuto licenziare. Ha dovuto fare i conti inoltre con dipendenza da cibo e da ipersessualità, conseguenze oggi conosciute visto che dal 2007 sono state inserite nell’apposito bugiardino. Troppo tardi però, ed è proprio questo l’oggetto della rimostranza. Certe specifiche andavano secondo il legale del soggetto in questione andavano inserite prima.

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La spiegazione logica a questo “fenomeno” di cui si sono registrati malumori anche in altre parti del mondo (in Australia hanno addirittura messo in piedi una class action) è che il farmaco aumenta i livelli di prolattina.