Criptovalute, diventare ricchi a 27 anni si può, ma non investendoci: ecco chi ne ha inventata una che potrebbe pareggiare i Bitcoin

Vitalik Buterin (Fonte foto: web)

Certo ci vogliono le basi, ma anche una buona dose di fortuna e tantissimo coraggio. Diventare ricchi dal nulla a 27 anni si può, grazie al nuovo mondo che si è aperto solo da qualche anno e che oggi, muove milioni di euro, come quello delle Criptovalute.

E così oggi ci si sofferma su Ethereum, che non avrebbe nulla da invidiare a Bitcoin, ritenute le due forme, tanto simili ma tanto diverse tra loro, ma con lo stesso scopo. Il lancio della moneta digitale, quella del futuro. Ma cosa c’entra Ethereum con un ventisettenne?

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Criptovalute: diventa uno dei più ricchi al mondo fondandone una

Per rispondere alla domanda del primo paragrafo bastano un nome ed un cognome: Vitalik Buterin, ventisettenne di origini russo-canadesi, che ha fondato non solo una criptovaluta, ma anche, forse un po’ incoscientemente, il suo futuro, sei anni fa. Giovanissimo, nel 2015 infatti, il giovane Buterin fondò proprio Ethereum, che oggi è la seconda moneta più conosciuta e soprattutto con più successo a livello globale. Parliamo naturalmente di monete digitali.
Non è un caso, che un grandissimo investitore quale Michael Novogratz, abbia fatto una fortuna proprio con Bitcoin ed Ethereum. Ex giornalista di Bitcoin Magazine, Buterin si è dato poi ad un’invenzione propria, sicuramente dall’alto della sua esperienza sulle criptovalute. Ad oggi ogni singolo pezzo Ethereum, costa a chi vuole assicurarselo, 3.000 dollari. L’anno scorso in primavera, costava solo 200 circa, questo per avere un’idea di che crescita abbia avuto in più o meno 12 mesi.

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Buterin che è anche scrittore e programmatore, e sicuramente oggi è uno dei cosiddetti cripto-miliardari più ricchi al mondo, anche se i propri guadagni sono ancora molto lontani se confrontati con il Bitcoin. Lo stesso però si può dire di tutte le altre criptovalute, con la differenza che i risultati di Ethereum stanno avendo delle crescite da essere tutt’altro che pessimisti. In più, pare che il giovane russo-canadese sia anche un filantropo. Voci, lo vedrebbero al centro di una donazione da 600mila dollari, per un fondo creato per aiutare l’India ad uscire dalla crisi per il Covid-19.