Alcuni pagamenti sono decisamente più affidabili se vengono effettuati tramite strumenti elettronici. Vediamo quali sono e quali benefici possono comportare

soldi contanti

Effettuare degli acquisiti o sostenere delle spese in contanti sta diventando sempre più raro. I limite imposto per il pagamento in contanti già abbassato a 2000 euro è destinato a scendere a 1000 euro a gennaio 2022.

Inoltre i diversi incentivi ideati per la lotta all’evasione fiscale, tra cui spicca il cashback stanno facendo convergere sempre più le persone verso l’utilizzo di strumenti elettronici, così come già accade da diversi anni in molti paesi esteri. Un ulteriore impulso lo ha dato anche il mercato online, che ha conosciuto una fioritura pazzesca con l’istituzione del primo lockdown nazionale. 

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Pagamenti da non effettuare in contanti: quali sono e perché non vanno mai fatti

In generale però preferire carte e bancomat al cash può comportare molti più vantaggi, anche in termini di sicurezza. Avere in mano qualcosa che attesti la tracciabilità dell’operazione può fare la differenza in caso di controversie.

Ad ogni modo vediamo quali sono le corresponsioni che non vanno assolutamente mai fatte a mezzo contante. In primis vanno menzionate le spese sanitarie che senza pagamenti elettronici (a meno che non si esibisca la tessera sanitaria) non danno diritto al 19% da usufruire in detrazione fiscale. 

Stessa dinamica per quanto concerne i lavori di ristrutturazione di casa o l’acquisto di beni mobili. La possibilità di avere un’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi è possibile solo quando la transazione è tracciata.

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Non cambia la sostanza nemmeno per i prestiti e pagamenti di rate, dove il pagamento con carta e il rilascio della quietanza sono fondamentali e garantiscono il massimo della sicurezza. Compresi in questa casistica, anche il saldo di condominio e affitto, così i compensi per badanti o collaboratrici domestiche.