Metodi diversi per raggiungere un unico scopo: estorcere denaro e accedere a dati sensibili. Il mondo delle truffe è variegato ma non incontrastabile.

Le chiamano “truffe svuota-conto”. E purtroppo è un nome che calza a pennello. L’obiettivo di hacker, truffatori e pirati del web, al 90%, è quello di violare i sistemi di sicurezza o raggirare il prossimo per riuscire ad accedere ai suoi soldi. Magari la strategia può essere differente, il modo di agire diverso uno dall’altro, ma la finalità quella è. Estorcere denaro, bucare un sistema homebanking, farsi pagare e poi sparire… I metodi sono tanti, tutti pericolosi e, quel che è peggio, contrastabili solo in parte ed esclusivamente grazie alla sagacia della vittima.

Altra brutta notizia, il fatto che le truffe non risparmiano nessuno e si servono di tutti. Anche di grandi nomi, aziende che almeno in teoria dovrebbero farci stare tranquilli grazie al proprio nome. Nemmeno per sogno: compagnie telefoniche, applicazioni da milioni di utenti, persino grandi enti come Poste o Inps non sfuggono ai tentativi di raggiro ai danni degli utenti. La cosa buona è che sono spesso le stesse aziende ad avvisare i propri clienti, indicando cosa non fare qualora si manifestino determinate circostanze. Un vademecum però non è sempre sufficiente. E, mai come in questo caso, nessuno è al sicuro.

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Truffe, pericolo costante: il caso WhatsApp Pink

WhatsApp truffa
Foto: Web

WhatsApp, per la natura maneggevole e la facilità di accesso a milioni di utenti, è senz’altro una delle applicazioni più gettonate dai truffatori. Ma, oltre ai classici messaggi con link ingannevoli e l’ormai noto trucco del “mi rimandi il codice?”, un nuovo rischio ha assunto i lineamenti di un colore innocente. Da diversi giorni, infatti, su diversi social girano dei link sospetti che permetterebbero di modificare l’interfaccia grafica di WhatsApp con una livrea rosa. Carinissima a prima vista ma, secondo gli esperti, potenzialmente letale. La variante non è presente in nessun canale ufficiale (Google Play o App Store) e, secondo molti programmatori, c’è il rischio che possa trattarsi di un malware piuttosto rognoso, in grado di fare parecchi danni ai nostri smartphone.

Vodafone, la truffa della chiamata

Vodafone
Fonte Facebook – nigerianbulletin.com

Nemmeno la compagnia telefonica Vodafone è sfuggita alle trame oscure. Il noto gestore telefonico ha avvisato i propri utenti, attraverso un tweet, che da tempo qualcuno cerca di avvisare di un presunto aumento del piano tariffario a 22 euro. La compagnia ha fatto sapere che si tratta di un’informazione fallace e che qualora qualcuno contatti gli utenti telefonicamente per riferirla, occorrerà subito riagganciare. La tecnica usata è quella del vishing, ovvero la persuasione al fine di ottenere dati personali o bancari per fini illeciti. La minaccia è quella di vedersi privati del proprio traffico telefonico. Per questo in parecchi ci cadono.

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Allarme phishing: l’Inps avvisa gli utenti

Inps modello Obism
Foto: Web

Può sembrare incredibile ma anche laddove non ci sono soldi immediati agiscono i truffatori. L’Inps ha infatti avvisato i suoi utenti che sono in corso da alcuni giorni dei tentativi di truffa tramite phishing. Una mail arriverebbe paventando comunicazioni ufficiali, con invito a scaricare dei bollettini di versamento precompilati per ricevere indietro dei contributi versati in eccesso. Come spiega l’Inps si tratta di truffe, organizzate al preciso scopo di accedere a dati privati e, nel caso si compia l’operazione, a denaro illecito. L’indirizzo mail utilizzato è DCBilanci@inps.it. Meglio fare attenzione.