Alla larga da WhatsApp Pink. L’apparentemente innocua modifica dell’interfaccia grafica può esporre il telefono al furto di dati. L’allarme degli esperti.

Non lasciatevi ingannare dall’aspetto carino. Da qualche giorno, su diversi social, girano dei link sospetti che, in teoria, dovrebbero consentire di modificare l’interfaccia di WhatsApp da un punto di vista meramente estetico. In questo caso, vale la regola principe: mai cliccare su dei link se non si è assolutamente certi di cosa si sta aprendo. A una prima occhiata non sembra niente di male, anche perché è coadiuvato da alcune schermate “di appoggio”. Scaricare quanto il link consiglia, infatti, permetterebbe di portare sul proprio smartphone una versione nuova dell’app: WhatsApp Pink.

Niente di particolare, solo una nuova livrea dell’app di messaggistica più famosa del mondo. Ma è meglio non fidarsi troppo delle apparenze e ci sono diversi motivi per non fidarsi di un link cotale. Anche perché esistono dei precedenti importanti in cui, sotto forma di innocenti versioni estetiche, si sono verificati dei veri e propri tentativi di hackeraggio. Non è una legge naturalmente, ma una semplice regola di prudenza. D’altronde siamo tutti d’accordo che su WhatsApp non viaggiano solo le nostre conversazioni ma anche parte della nostra vita privata.

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L’aspetto innocente inganna: cos’è davvero WhatsApp Pink

WhatsApp pink virus
Foto: Web

E allora un po’ di sagacia non guasta. Innanzitutto è bene notare che questa versione rosa non è disponibile in nessuno dei canali ufficiali. Né Google Play né l’App Store di Android o altri. Ma non solo: il link rimanda esclusivamente a un APK per il download, ossia contravvenendo ai dettami internazionali sulla sicurezza di rete. In questi casi, infatti, il rischio è quello di ritrovarsi un malware nel proprio smartphone, e anche di quelli rognosi. Non è detto che possa accadere ma il semplice fatto che sia una possibilità è un chiaro invito alla prudenza.

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Diversi programmatori hanno lanciato l’allarme. Ricordando, peraltro, come nel 2015 accadde qualcosa di simile con una skin di colore blu. Anche allora, non si trattava di un restyling, né di una funzionalità puramente estetica. Tutt’altro: scaricare quella versione equivaleva a consegnare il proprio smartphone (con tutti i suoi dati) a uno sconosciuto hacker. Le cui intenzioni, si sa, non sono mai buone. Meglio far tesoro delle esperienze e lasciar perdere. Il verde non è poi così un brutto colore…