Fazzoletti, farina, lievito e non solo. Ad un anno dal primo Lockdown tiriamo le somme: cosa hanno acquistato gli italiani durante il periodo del Covid-19?

Come hanno passato gli italiani la pandemia? Ovviamente a casa come tutti. È stato un anno particolare, passato “costretti” a vivere nelle nostre abitazioni. Ammettiamo che non è stato poi così brutto: abbiamo riscoperto il piacere dell’avere un po’ di tempo tutto per noi, di cucinare per i nostri cari, di riscoprire il feeling con il partner.. insomma, il covid ha senza dubbio cambiato nostre le abitudini  a livello globale.

Dal boom della farina, alla ricerca senza fine del lievito per fare la pizza, in questo periodo abbiamo analizzato i consumi degli italiani, portando alla luce una scoperta incredibile. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Cosa hanno acquistato gli italiani durante il periodo del Covid-19?

Secondo una ricerca condotta dalla BBC, ci sono alcuni prodotti che, sono stati consumati in maniera smisurata, in diversi paesi tra cui la Cina: i preservativi. Proprio così: il periodo di Covid, ha riportato l’intimità tra le coppie di tutto il mondo. Il gigante dei Profilattici, Reckitt riporta un aumento delle vendite di Durex nel primo trimestre del 2021, rispetto a un anno fa. Il consumo dei preservativi è aumentato in modo vertiginoso, portando a raggiungere quasi il doppio del fatturato dello scorso anno.

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Un evento in controtendenza ai primi mesi della pandemia: a causa dell’isolamento e dei livelli di stress, dati dall’evento pandemico, le vendite dei profilattici si erano ridotte , mentre con l’arrivo del l’estate è di una situazione meno “ansiosa”, le vendite sono immediatamente cresciute

Interessante notare, non solo il grande fatturato di Durex, ma il calo della domanda di prodotti per la salute: Si riducono i consumi sui medicinali per il raffreddore e l’influenza.

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A cosa è dovuto questo fenomeno?
Sicuramente al miglioramento delle abitudini igieniche: l’utilizzo delle mascherine, il lavaggio delle mani, le superfici disinfettate ad ogni utilizzo; insomma, hanno generato la riduzione dei casi di raffreddore. Restano invece elevate, come era stato nel primo lockdown, le richieste per gli igienizzanti.