L’Agenzia fa sul serio, è guerra dichiarata al denaro contante non tracciato. I nostri conti non sono dunque del tutto al sicuro.

Soldi contanti
Soldi contanti (Adobe)

Quattromila assunzioni, nuova forza lavoro per sostenere la macchina che tiene in ordine i conti, che bada agli illeciti, che fa in modo che lo Stato non resti a guardare mentre i cittadini fanno ciò che vogliono come vogliono e quando vogliono, banconote alla mano. L’Agenzia delle entrata bada al corretto comportamento di noi cittadini, il patrimonio ed il suo utilizzo nei termini consentiti dalla legge. Modalità, rispetto delle scadenze, precisione.

La guerra dichiarata dell’Agenzia statale, è al denaro contante. La sua circolazione libera senza alcuna certificazione, la possibilità che questo transiti su conti correnti o altri prodotti bancari e postali, senza lasciare traccia, senza una adeguata certificazione di provenienza, niente di niente. Contante che fomenta l’evasione fiscale, che spesso nonostante i mille accorgimenti ci ritroviamo ad avere su un conto corrente, cosi, senza nemmeno capire bene perchè.

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Lo Stato non ci perdona più i contanti: come comportarsi con i conti corrente

Trasferire soldi in contanti su conti correnti bancari o postali di parenti, amici, genitori, può essere davvero rischioso. Potremmo trovarci, ad esempio, con dei soldi prestatici da amici parenti, genitori, trasferiti sul nostro conto corrente, a rappresentare un vero e proprio rischio per la nostra condizione fiscale, e di onesti cittadini. Il valore dei versamenti su un conto corrente non dovrebbe mai superare la somma di giacenza media, per non rischiare segnalazioni.

Altro discorso assai significativo in tal senso, potrebbe essere rappresentato dalla poca coerenza, se cosi vogliamo chiamarla, tra stile di vita e movimentazione bancaria. La dimostrazione certa, insomma, che dei soldi, arrivino senza lasciare alcuna traccia, senza l’attestazione che non si tratti di lavoro nero, o peggio ancora di attività illegale.

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Un’indagine potrebbe tranquillamente scattare anche, ad esempio, dopo l’acquisto di una seconda casa, senza l’opportuna verifica della provenienza dei soldi utilizzati. Le vie dell’Agenzia delle entrate, insomma, sono davvero infinite.