L’automobile che si attesta ancora una volta al primo posto tra quelle più rubate. Un primato insolito e tristemente consolidato.

Un primato di cui i possessori di questa auto non andranno sicuramente fieri, anzi. Un primato che tiene con il fiato sospeso, ogni giorno quelli che l’hanno acquistata e la custodiscono gelosamente. Un primato, che ancora una volta vede al primo posto tra le auto più rubate del 2020 in Italia, la Fiat Panda. Altro primato, di certo più lusinghiero per l’azienda produttrice, è quello di auto più venduta e richiesta dagli italiani.
Il 2020, l’anno caratterizzato dalla comparsa del tremendo virus con il quale ancora combattiamo, che ha stravolto del tutto ogni nostra abitudine, vede in cima alla particolare classifica delle auto preferite dai ladri italiani la Fiat Panda. Un auto talmente trasversale da mettere d’accordo acquirenti, produttori e per l’appunto, ladri. Certo, per tutti i possessori della Panda, non sarà certo semplice lasciare la propria auto in strada, questo è certo.

Il primato di questa auto vi sorprenderà: le altre auto nella particolare classifica

Sul podio delle auto più rubate nell’anno 2020 oltre alla già citata Fiat Panda, un’altra italiana della casa torinese, la Fiat 500. Terzo posto per la Toyota Rav 4, un auto non propriamente economica, molto amata dagli automobilisti italiani, considerato l’alto numero di esemplari in circolazione sulle nostre strade. Quello che è emerge, è un quadro molto chiaro di quelle che sono le preferenze non solo degli italiani, ma dei ladri che circolano tranquillamente nel nostro paese.

Le motivazioni sul perchè un’auto sia preferita ad un’altra da un ladro risiedono con molta probabilità nella possibilità di piazzare sul mercato con estrema semplicità pezzi di ricambio e quant’altro, considerata l’enorme richiesta di questo particolare prodotto, che chiaramente è soggetto ad usura danneggiamento e tutto il resto.

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Gli italiani, insomma, dovrebbero stare attenti anche al tipo di auto che preferirebbero acquistare. Badare a certe classifiche, a certe statistiche, a certi gusti nemmeno troppo celati, di chi per mestiere produce rabbia, delusione e danno materiale a milioni di cittadini.