Le partenze senza restrizioni saranno possibili dal 26 aprile con la Green Pass, ma attenti a non produrre documenti falsi

Polizia (Fonte foto: web)

Restrizioni, riaperture, possibilità di spostamenti, ormai da un anno si parla soltanto di questo. Se è vero infatti che il vaccino sta accelerando le riaperture nel nostro Paese (anche se sembra che il coprifuoco verrà prorogato), dall’altro comunque non si può abbassare la guardia. C’è però la possibilità di non restare nella propria Regione la Green Pass che consentirà appunto, i prossimi spostamenti.

Ma c’è anche il rischio che qualcuno provi a fare il furbo e tenti di raggirare la legge del certificato verde, iniziando a falsificare i vari documenti di cui necessitiamo per aderire al Pass. Ma non è per niente consigliato, visto che si rischia molto.

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Partenze senza restrizioni solo dal 26 aprile: ma attenti a non imbrogliare

La Green Pass, si ottiene grazie ad un requisito fondamentale, di cui si hanno tre opzioni: essere vaccinati con doppia dose contro il Covid; aver avuto il Covid ed essere guariti dalla malattia; tampone di esito negativo non oltre 48 ore prima di esibire il documento. E sicuramente qualcuno inizia già a pensare a vari documenti falsi da produrre, per raggirare il sistema, senza dover attendere e pagare un tampone, e partire senza problemi.

Ma i furbetti hanno sempre meno vita facile, anche quelli del Cashback stanno ormai per essere tagliati fuori dal nuovo sistema, e rischiano come detto, quelli delle partenze senza documenti attendibili. Infatti, chi ci prova, si pone non solo a rischio di multa dai 400 a 3.000 euro, ma potrebbe anche finire in carcere.

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Il Decreto tratta il tema in questo modo: “ha ad oggetto le certificazioni verdi Covid-19 si applicano le pene stabilite nei detti articoli, aumentate di un terzo. Se la certificazione verde Covid-19 contraffatta o alterata è utilizzata per svolgere attività o compiere spostamenti vietati ai sensi del presente decreto, si applicano anche le relative sanzioni amministrative”.