L’Agenzia delle Entrate ha ribadito le modalità di accesso al bonus affitto. Una particolare rischia di generare non poche polemiche 

Bonus affitto
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Tra i bonus che hanno maggiormente attratto gli italiani c’è quello relativo all’affitto, visto che molte famiglie sono relegate a questa condizione. È previsto dal decreto Rilancio ed è riconosciuto a chi ha un’attività d’impresa, arte o professione che nel 2019 ha avuto ricavi e compensi inferiori a 5 milioni di euro. 

Nella fattispecie si tratta di un credito di imposta del 60% sull’importo del canone di affitto relativo ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno del 2020, quelli della prima fase di restrizioni dovute al covid-19. In seguito è stato poi esteso anche alle mensilità di ottobre, novembre e dicembre. Ad ogni bisogna dimostrare anche un calo del fatturato del 50% per i mesi per cui si intende beneficiare dell’ammortizzatore.

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Bonus affitto: la novità introdotta dall’Agenzia delle Entrate

Inizialmente era previsto il saldo del pagamento dei canoni d’affitto al 31 dicembre 2020. Con la risposta all’interpello numero 263 del 19 aprile 2021, il Fisco ha aperto alla possibilità di accedere al bonus affitto anche per i mesi che sono stati pagati in ritardo. 

Inoltre ha affermato che coloro i quali sono in possesso di un credito d’imposta, possono optare per la cessione dello stesso. Nello specifico con questo atto si cede al locatore il bonus in cambio di uno sconto di pari valore sul canone d’affitto dovuto nell’anno 2020. Discorso identico per i pagamenti effettuati in anticipo nel 2019. Quindi sia in ritardo che in maniera preventiva i pagamenti sono ricompresi nella misura di sostegno.

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Ovviamente il tempo non è infinito, per mettersi in regola c’è tempo fino al 31 dicembre 2021. Una novità che potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma che allo stesso tempo rispecchia le esigenze di un classe sociale decisamente in difficoltà.