Il Fisco torna a battere cassa. L’Agenzia delle Entrate ha infatti di recente comunicato l’invio di ben 15 milioni di notifiche degli atti di accertamento sospesi nel 2020.

Pace fiscale
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Il 2020 si rivela essere, senz’ombra di dubbio, uno di quegli anni che difficilmente riusciremo a dimenticare. Il Covid, infatti, è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle conseguenze negative sia dal punto di vista economico che sanitario. Tante, infatti, sono le misure restrittive volute dal governo, con l’intento di contrastarne la diffusione. Ad aggravare ulteriormente la situazione, poi, la chiusura di molte attività, che si ritrovano così a dover fare i conti con un netto calo del fatturato. Un contesto particolarmente difficile da gestire, con il governo chiamato a prendere delle decisioni volte ad aiutare le categorie maggiormente colpite.

Ne sono un chiaro esempio i contributi a fondo perduto e il condono delle cartelle esattoriali, così come previsto dal Decreto Sostegni. Misure importanti, grazie ai quali molti soggetti possono finalmente  tirare un sospiro di sollievo. Allo stesso tempo, però, il Fisco non si ferma mai ed è pronto ad effettuare una raffica di controlli attraverso l’invio di milioni di notifiche di atti di accertamento e altri provvedimenti diversi dalle cartelle esattoriali, che risultano emessi nel 2020. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Agenzia delle Entrate, raffica di controlli in arrivo: accertamenti al via

La macchina amministrativa non si ferma mai. Ne è una chiara dimostrazione il provvedimento n. 88314 del 6 aprile 2021, attraverso il quale l’Agenzia delle Entrate ha comunicato i termini di notifica degli atti di accertamento e degli altri provvedimenti impositivi in scadenza tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020. Se da un lato si è deciso di sospendere, fino alla fine di aprile, le cartelle esattoriali, infatti, dall’altro canto il Fisco è pronto ad inviare 15 milioni di notifiche di accertamento. Quest’ultime, ricordiamo, riguarderanno in particolare accertamenti, irrogazione di sanzioni, recupero crediti di imposta, contestazioni, liquidazione e rettifica.

Sempre stando a quanto si legge nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, gli atti verranno notificati “in modalità pressoché uniforme, seguendo prioritariamente l’ordine cronologico di emissione“. Questo, quindi, vuol dire che verranno inviati prima gli atti più vecchi e poi a seguire gli altri. Fanno eccezione “i casi di indifferibilità e urgenza riscontrata successivamente o al fine del perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi“.

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Tali notifiche, come già detto, fanno riferimento agli atti sospesi a causa del Covid e i cui termini di decadenza sono scaduti tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020. Fermo restando il blocco dell’invio delle cartelle esattoriali, il decreto Rilancio aveva previsto la ripresa di riscossione e accertamento per tutti gli altri atti fiscali a partire dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, però, tale periodo ha subito diverse modifiche, fino ad arrivare a quanto stabilito dall’articolo 1 del decreto legge n. 7 del 30 gennaio 2021, che lo ha spostato i termini per l’invio delle notifiche fra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022.