Cosa rischiamo ad oggi, se proviamo a viaggiare fuori dalla Regione, senza validi motivi? C’è solo la multa?

Che cosa rischia oltre alla multa, chi oggi va fuori Regione
Blocco carabinieri (Fonte foto: web)

Almeno fino al prossimo 30 aprile, è fatto ancora divieto, per gli italiani, non spostarsi in altre Regioni, a meno di motivazioni lavorative. Certo, può sembrare un paradosso, vista la possibilità invece, di viaggiare verso Paesi esteri, ma tant’è, meglio non rischiare per un week end di divertimento in un’altra città.

Anche perché non si rischia solo la multa, da come si pensa. In tanti, si chiedono quali possano essere le conseguenze, anche perché non sempre conosciamo bene i termini legislativi, come per esempio nel caso della mancata raccolta differenziata, che potrebbe costarci tanto, così come altre mancanze.

Leggi anche>>> Panni stesi al balcone: ecco quando si rischia la multa

Multa ed altro: meglio non uscire dalla Regione

Intanto, chi esce dalla Regione oggi e fino a fine aprile, può raggiungere persino quota 1.000 euro, ma per chi paga entro cinque giorni, c’è lo sconto. Il minimo invece, per questo tipo di disobbedienza all’ultimo Dpcm, è di euro 400. Anche senza varcare i confini regionali, va ricordato, rischia una multa salata anche chi in auto, non rispetta la distanza di sicurezza tra i passeggeri e non indossa la mascherina.

In attesa di sapere cosa ne sarà del futuro della nazione, comprese riaperture di ristoranti, palestre, ma anche di cinema e teatri, ormai chiusi da tempo, si aspetta anche di capire quando si potrà andare fuori Regione, anche perché ad oggi il governo non si è ancora pronunciato. Per adesso, possono spostarsi solo i lavoratori o studenti fuori Regione; chi ha comprovati motivi di necessità o urgenza; chi ha bisogno di attuare visite mediche o per altri motivi di salute.

Leggi anche>>> Agenzia delle entrate, controlli serrati contro i furbetti: chi rischia

Non si fa quindi riferimento a sanzioni che possano andare oltre la dote amministrativa, per chi non dovesse rispettare questa restrizione, e per quanto riguarda possibili ricorsi, ecco cosa dice la Legge: “Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente operante può pertanto fare pervenire scritti e documenti difensivi al Prefetto, secondo quanto previsto dagli artt. 18 e seguenti della Legge 24 novembre 1981, n. 689”.