Entro il 19 aprile, la Capitale dovrà dare conferma sulla presenza di pubblico nei tre match previsti all’Olimpico per Euro 2020. Tutti gli scenari.

Euro 2020 Roma
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Partirà da Roma l’agognato Europeo itinerante, rimandato a causa della pandemia e ancora alle prese con le incognite legate alla presenza o meno del pubblico negli stadi. Ma se l’impostazione generale finora non sembra passibile di modifiche, ora l’utilizzo del condizionale sembra diventare d’obbligo. Almeno per quanto riguarda la Capitale d’Italia, la possibilità che si devi dalla strada tracciata sembra piuttosto concreta. E questo per una ragione molto semplice: l’andamento della pandemia non dà ancora la certezza di poter aprire l’Olimpico, nemmeno a pochissimi spettatori.

Detta così non sembra di essere fuori dal mondo. Eppure la Uefa tutto questo tempo per decidere non ce l’ha. Entro pochi giorni esige una risposta da Roma, altrimenti potrebbe perfino arrivare la decisione clamorosa. Inconcepibile fino a pochi giorni fa ma, man mano che passano le ore, sempre meno inverosimile. Depennare la Capitale, spostare il match inaugurale. Una scelta che la Uefa potrebbe decidere di vagliare ma che dall’Urbe provano a scongiurare in tutti i modi. O meglio, dai vertici dello sport italiano, che si rivolgono direttamente a Palazzo Chigi per avere risposte in tempi brevi.

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Euro 2020, il tempo stringe: Roma ha tempo fino al 19

L’obiettivo è scongiurare uno scenario che vedrebbe, piuttosto clamorosamente, lo Stadio Olimpico di Roma uscire dall’orbita di Euro 2020. Uno schiaffo che Roma, specie dopo aver rinunciato alle Olimpiadi del 2024, di certo non vuole permettersi. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha preso carta e penna per evitare il patatrac. Destinatario, il premier in persona, Mario Draghi. Al presidente del Consiglio, Gravina chiede di “adoperarsi affinché l’Uefa possa confermare l’assegnazione dell’evento inaugurale“. E anche delle successive gare naturalmente. La massima organizzazione calcistica europea, tuttavia, non vuole sentire ragioni: la risposta sul pubblico dovrà arrivare a breve, così come è arrivata da altre città.

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Al momento sono otto le città che hanno dato conferma. Roma, come le altre che ancora non hanno dato il là, avrà tempo fino al 19 aprile per decidere. Non abbastanza tempo per le autorità sanitarie ma una data invalicabile per la Uefa. Per questo il presidente della Federcalcio ha fatto appello direttamente a Palazzo Chigi affinché, pur nella “consapevolezza della fase critica” del Paese, il premier possa condividere la visione della Figc sull’importanza per l’Italia di avere alcuni match della rassegna continentale sul proprio territorio. In totale quattro, inclusa la partita d’esordio che vedrà protagonista proprio l’Italia, posta di fronte alla Turchia. Il tempo stringe anche per Monaco, Bilbao e Dublino. Ma il countdown è dentro l’anello del Raccordo.