Sono tante, le domande che si rincorrono sul conto corrente cointestato, soprattutto dopo la comunicazione della banca sulle giacenze

Conto cointestato (Fonte foto: web)

Sono sempre di più le domande che si trovano sul web, a proposito dei conti corrente cointestati, soprattutto per quanto riguarda quelli con una giacenza pari o maggiore a 100mila euro. Tutta “colpa” della comunicazione di Fineco che ha allarmato i propri clienti, quasi un mese fa. Secondo Fineco, una chiusura diventerebbe lecita, se il cliente non avesse contratto finanziamenti con la banca e nemmeno investito in un prodotto di risparmio gestito.

La banca, ha spiegato che questi sono provvedimenti presi a causa dei tassi negativi imposti dalla politica della BCE. Ma ora la preoccupazione passa ai correntisti, che si chiedono qualora avessero il conto cointestato quali rischi andrebbero a correre. Innanzitutto, non per tutti la cifra di 100.000 euro è da considerare, perché anche se altre banche volessero seguire l’opzione di Fineco, potrebbero farlo seguendo altre cifre.

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Conto corrente cointestato: cosa rischiamo

Partiamo innanzitutto dal fatto che Fineco non parla del conto cointestato, in quanto il Fondo interbancario di tutela dei depositi, sposta la sua garanzia ai primi 100.000 euro per ogni titolare, questo significa che se io e mia moglie abbiamo un conto cointestato con 250.000 euro, almeno 200.000 (100mila a testa) sono coperti, così potremo eventualmente andarne a perdere solo 50.000. Quello di Fineco può però costituire un caso a parte, dove si devono studiare i rapporti tra privati.

Questa banca in particolare, che ha già lanciato l’allarme, non si interessa della cointestazione o meno, ma solo di liberarsi di giacenze diventate ormai troppo pesanti. Un conto con tanto contante correlato però, potrebbe essere oggetto di commissioni in rialzo, nei prossimi anni. Un altro duro colpo sui conti cointestati, sulla quale si abbatte anche la lente del Fisco. La strada delle commissioni, per alcuni anche sopra i 100mila euro, è quella che starebbero per perseguire diverse banche, come Banco BPM, BNL e BPER.

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Questa corrente, seguirebbe ciò che già da anni accade in Svizzera, dove però gli interventi avvengono su conti con milioni di Franchi giacenti. Occhio all’opzione prelievo forzoso, che man mano sembra andare verso la bocciatura, ma che per ora è meglio tenere in considerazione. In questo caso, non potremmo affidarci alla soglia protetta dei 100mila euro, perché questa misura non verrebbe decisa dalla banca, bensì dallo Stato.