Nel decreto Sostegni la possibilità per le imprese e professionisti di rilanciare la propria attività, ma occhio alla regole.

Fondo perduto

Il decreto Sostegni del Governo Draghi è arrivato in soccorso dei lavoratori dipendenti e liberi professionisti, colpiti dalla crisi economica e sociale scaturita dalla pandemia di covid. Piccole e grandi difficoltà, in questi mesi, per i lavoratori italiani, legati ad ogni aspetto delal vita professionale e non. Basti pensare alla tipologia di bonus proposti dall’esecutivo per dare a tutti la possibilità di ripartire. Da quello per la baby sitter al fondo perduto per le imprese.

Proprio riguardo quest’ultimo, nelle ultime settimane si è aperta una intensa discussione, per comprenderne meglio tipologie di utilizzo e regolamentazioni. Parliamo di una misura che può aiutare i soggetti che nel corso del 2020 hanno subito perdite fatturato mensile, almeno del 30%. La misura, riguarda esclusivamente contribuenti con un fatturato annuo 2019, inferiore a 10 milioni di euro.

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Contributo a fondo perduto: come funziona nel dettaglio

Il contribuente interessato a ricevere tale misura di sostegno, può presentare la propria domanda, rispettando le indicazioni fornite dall’Agenzia dell’Entrate, entro il 28 maggio 2021. In questo caso, in fase di elaborazione della domanda, nulla dovrà essere lasciato al caso, ed in nessun modo dovranno essere trasmesse informazioni non corrispondenti a verità, atte all’accesso facilitato ai contributi citati precedentemente.

In quel caso, una volta scoperto l’inganno, potrebbero arrivare delle pesanti sanzioni penali amministrative, per l’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. In quel caso la pena potrebbe arrivare a 3 anni di carcere per chi percepisce indebitamente somme di denaro dallo Stato.

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Nel caso poi, di sanzione amministrativa, parliamo di una somma compresa tra i 5.164 e i 25.822 euro. Una pena abbastanza severa, quindi per chi proverà a barare, a fare il furbo pur di ottenere i preziosi contributi a fondo perduto.