Si tratta di un interrogativo piuttosto comune: si può cambiare gestore telefonico se si hanno pendenze con quello da cui si desidera uscire? Vediamo le varie casistiche 

Non sono rari i casi di inadempienza riguardanti le bollette telefoniche. Alle volte si intraprendono vere e proprie battaglie legali che lasciano in dote degli strascichi di non poco conto.

Per questi molti decidono poi di passare ad un altro gestore telefonico, con l’auspicio di potersi lasciare alle spalle anche i debiti pregressi. Ma è possibile fare una manovra del genere, lasciando una compagnia senza saldare interamente il conto dell’utenza?

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Gestore telefonico: quando in caso di inadempienza si può cambiare

Prima di rispondere al quesito è bene specificare alcuni aspetti. Il primo è che in caso di cifre non propriamente alte, il gestore prova a recuperare il credito tramite il servizio call center senza intraprendere azioni giudiziarie e in caso di insuccesso rinuncia alla riscossione del denaro.

Per debiti superiori ai 150 euro scatta invece l’iscrizione dei clienti insolventi delle bollette del telefono che è stato denominato SIMoITEL (Sistema informativo sulle morosità intenzionali nel settore della telefonia). Una sorta di banca dati con le informazioni su coloro che sistematicamente non adempiono ai pagamenti del telefono.

Questo sistema è stato adottato per evitare la fuga di clienti da un’azienda telefonica all’altra per non pagare i debiti pregressi. In questo modo infatti il gestore a cui si ha intenzione di accedere, sa perfettamente chi ha di fronte.

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Non è detto però che ciò comporti automaticamente il rifiuto della richiesta di passaggio. Pur di accaparrarsi un nuovo cliente può capitare che non si prenda in considerazione la morosità e l’iscrizione al suddetto registro, che di fatto non comporta nessuna limitazione sia nell’utilizzo di apparecchiature telefoniche, sia appunto al momento di cambio compagnia.

Inoltre per le bollette del telefono non esiste il Cmor, ovvero la riscossione del denaro da parte del nuovo operatore per conto di quello vecchio. Al contempo l’utente qualora si veda respinta la richiesta di cambio, non può appellarsi a nulla, deve accettare la decisione e proseguire con il contratto in essere.