Brutte notizie per tantissimi italiani che dovranno a breve fare i conti con l’arrivo delle notifiche degli atti di accertamento sospesi nel 2020. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Il 2020 è stato segnato dall’arrivo del Covid che ormai da tantissimi mesi continua ad avere un impatto negativo sulle nostre esistenze. A partire dal distanziamento sociale, fino ad arrivare alle varie chiusure, sono tanti gli accorgimenti a cui dover prestare attenzione. Se tutto questo non bastasse, il nostro Paese ha dovuto fare i conti anche con il crollo del governo Conte Bis, in seguito al quale Mattarella ha affidato il ruolo di Premier a Mario Draghi. Un contesto particolarmente difficile, che richiede un intervento mirato da parte dell’esecutivo.

Proprio quest’ultimo, in tal senso, ha di recente approvato il Decreto Sostegni che porta con sé delle importanti novità, come ad esempio l’erogazione di contributi a fondo perduto e il condono delle cartelle esattoriali. Una misura senz’ombra di dubbio importante, che permette a molti di poter tirare un sospiro di sollievo. Allo stesso tempo la macchina amministrativa continua a lavorare, con molti che dovranno fare i conti con l’arrivo delle notifiche di atti di accertamento e altri provvedimenti diversi dalle cartelle esattoriali, emessi nel 2020. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere.

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Fisco, brutte notizie in arrivo: ripartono le notifiche degli atti emessi nel 2020

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Attraverso il provvedimento n. 88314 del 6 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto le disposizioni in merito alla notifica degli atti di accertamento e degli altri provvedimenti impositivi diversi dalle cartelle di pagamento emessi nel 2020 e in scadenza tra l’8 marzo e il 31 dicembre dello scorso anno. Le comunicazione d’irregolarità elaborate entro il 31 dicembre 2020, infatti, possono essere notificate a partire dallo scorso 1 marzo, fino al 28 febbraio 2022.

In questo modo l’Agenzia delle Entrate riprende i controlli fiscali, con gli atti che verranno notificati “in modalità pressoché uniforme, seguendo prioritariamente l’ordine cronologico di emissione“. Fanno eccezione “i casi di indifferibilità e urgenza riscontrata successivamente o al fine del perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi“. La notifica degli atti di accertamento, quindi, avviene rispettando l’ordine cronologico di emissione tranne per gli atti indifferibili e urgenti.

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Questi ultimi, ricordiamo, fanno riferimento a situazioni rilevanti dal punto di vista penale. Viene data priorità anche le notifiche relative alla sanatoria dei cosiddetti avvisi bonari, così come previsto dall’articolo 5 del decreto Sostegni. In tal senso chi ha registrato una perdita superiore al 30%, ricordiamo, può pagare, senza aggravio di sanzioni e somme aggiuntive, gli importi inclusi negli avvisi che saranno inviati dall’Agenzia delle entrate in riferimento agli anni 2017 e 2018.