Grazie al Decreto Sostegni è stata approvata l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore delle persone maggiormente colpite dalla crisi. Un bonus particolarmente atteso, che potrebbe, però, nascondere un paradosso.

Nuovo bonus in arrivo: ti spetta se fai questo lavoro
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Il Coronavirus ha avuto, e continua ad avere, un impatto negativo sulle nostre vite, sia per quanto concerne l’aspetto economico che delle relazioni sociali. Ne sono un chiaro esempio i vari accorgimenti a cui bisogna prestare attenzione, come ad esempio il distanziamento sociale, oppure l’utilizzo delle mascherine. Ad aggravare ulteriormente la situazione, inoltre, sono le varie restrizioni volute dal governo, che comportano la chiusura di varie attività. Alcune categorie lavorative, purtroppo, risultano maggiormente colpite di altre, tanto da dover fare i conti con un netto calo del fatturato.

Riuscire a far fronte alle varie spese, quindi, risulta sempre più difficile e per questo motivo il governo ha deciso di approvare l’erogazione di alcuni aiuti economici grazie al Decreto Sostegni. Una misura particolarmente attesa, che potrebbe però nascondere un paradosso che non può passare di certo inosservato. Si tratta, in pratica, della possibilità che i bonus vengano erogati anche a favore di ricchi e parlamentari. Ma come è possibile? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

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Decreto Sostegni, il paradosso italiano: bonus partite Iva anche a ricchi e parlamentari

Bonus ritardi

Da ormai più di anno sono tante, purtroppo, le persone costrette a dover fare i conti con delle minor entrate, con il governo che ha quindi deciso di erogare varie forme di aiuti economici. Bonus, come quello per le partite Iva da 600 euro, erogato dal precedente esecutivo a favore di coloro che hanno registrato un netto calo del fatturato.

Proprio in questo contesto aveva destato scalpore, qualche mese fa, la notizia che tra i beneficiari di tale misura vi fossero anche dei parlamentari. Una vicenda finita al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, con l’Inps che è stata addirittura multata dal Garante della Privacy, in quanto non sarebbe dovuto trapelare nessun nome.

Una polemica, quella dei bonus a ricchi e parlamentari, che potrebbe, nel breve periodo, tornare ad essere oggetto di discussione. A partire dallo scorso 30 marzo, ricordiamo, è possibile presentare apposita richiesta per i contributi a fondo perduto approvati con il Decreto Sostegni. Quest’ultimo, però, non sembra tenere in considerazione il reddito complessivo dei contribuenti, così come non vi è traccia di limitazioni volte ad escludere dipendenti o pensionati.

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Questo vuol dire che un parlamentare oppure un professionista potrebbero ricevere il bonus, anche nel caso in cui abbiano continuato, nel corso dei mesi, a percepire regolarmente l’indennità per la loro attività da dipendente. Ma come è possibile? I bonus previsti dal Decreto Sostegni, è bene sapere, riguardano solamente il calo dell’attività autonoma, senza prendere in considerazione altre possibili entrate. In questo modo, quindi, anche ricchi e parlamentari possono ricevere i bonus per partite Iva, pur non avendone effettivamente bisogno.