Come funziona l’assegno di natalità, fra i bonus mantenuti dal governo Draghi? C’è la possibilità di accedere senza Isee ma per le maggiorazioni servono requisiti particolari. 

Bonus Inps
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Non è stata abbandonata la politica dei bonus, nemmeno con il cambio di governo. Inizialmente c’era qualche scetticismo circa il mantenimento delle misure adottate dal Conte II, se non altro per la questione modalità. Non a pioggia ma selettivi. Il mantra era stato questo ma, almeno per ora, non ci si è spostati più di tanto. Anzi, con il nuovo anno è stato disposto il rinnovo per quasi tutti i provvedimenti messi in atto precedentemente. Incluso il Bonus Inps, indirizzato a sostenere le famiglie attraverso una serie di misure di contributo al welfare domestico, specie in presenza di uno o più figli.

A tal proposito, alcuni di questi saranno fruibili anche senza indicatore Isee. Una disposizione pensata soprattutto per i redditi più bassi, i quali potranno accedere ai bonus stabiliti dal governo a patto di essere in possesso di altri requisiti, necessari alla fruizione. Fra i bonus previsti, come riportato dallo stesso Inps, c’è l’assegno di natalità, ad appannaggio delle famiglie in forma mensile e per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Il periodo di erogazione corrisponde al primo anno di età: un assegno ogni mese, fino al compimento dell’anno (sia anagraficamente che di ingresso nel nucleo familiare in caso di adozione o preaffido).

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Bonus Inps, caccia all’agevolazione:

Rispetto al 2020, la prestazione ha subito un restyling, tale da consentire a un maggior numero di famiglie di ottenerne i benefici. Nello specifico, l’assegno rientra fra i bonus che potrebbero non necessitare di Isee per la richiesta. E, allo stesso tempo, essere disponibile anche per coloro il cui indicatore supera la soglia dei 40 mila euro. Condizione essenziale, che la nascita o l’adozione sia avvenuta nel 2021 (o nel 2020 se l’anno di età o di ingresso dev’essere ancora compiuto). Altro requisito, la presentazione della domanda entro 90 giorni dalla nascita o dall’entrata nel nucleo familiare. Presentarla successivamente, porterebbe alla decorrenza a partire dal momento della presentazione.

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Per quanto riguarda l’assegno di natalità, l’importo minimo sarà di 80 euro al mese, ossia 960 l’anno. Per riuscire a rientrare nelle categorie con una maggiorazione, sarà necessario presentare la certificazione Isee: 160 euro al mese se il reddito risulterà inferiore a 7 mila euro, 120 se compreso fra i 7 mila e i 40 mila euro. Le maggiorazioni si applicheranno per ogni figlio successivo al primo del genitore richiedente (convivente e residente in Italia). Un altro caso riguarda il parto gemellare: maggiorazione per ogni figlio successivo al primo qualora si tratti di primo evento, a ogni gemello se il contrario.