Non per tutti scatterà l’agevolazione baby sitter. Il bonus rinnovato, pur implementato, lascia ancora a piedi qualche categoria di lavoratori.

bonusUn buon incentivo quello del Bonus baby sitter. In tempi di pandemia, specie a seguito delle disposizioni che hanno normalizzato lo smartworking e disposto un nuovo periodo di prolungata permanenza nella propria abitazione. Questo ha reso il servizio di baby sitting una necessità, specie per coloro costretti da un prolungato orario di lavoro anche nella propria abitazione e per chi, invece, a lavorare in sede deve recarsi comunque. Il bonus subentra in questo intermezzo, a patto che i fruitori rispettino i requisiti preposti alla… fruizione. In linea di massima, questi riguardano i figli minori all’interno del nucleo familiare e, per l’appunto, in regime di didattica a distanza. Oppure in quarantena.

L’ultimo decreto in tal senso, datato 13 marzo 2021, ha confermato e in qualche modo implementato il bonus già previsto. Ma se in parte si allarga la platea dei beneficiari, c’è anche chi, non solo per il manco rispetto dei requisiti base, alla fine ne resta fuori. A chiarire il tutto è proprio l’Inps, che fornisce le prime istruzioni nel messaggio n. 1296 del 26 marzo scorso, inerente sia alla fruizione del bonus Baby sitter che di altri benefici, quali il congedo parentale (già fruibile).

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Bonus Baby sitter, l’Inps fa la conta: le categorie escluse

Essenziale, ed è proprio l’Inps a chiarirlo, che le famiglie destinatarie prevedano i genitori entrambi lavoratori e figli minori di 14 anni. Inoltre, sarà un requisito l’iscrizione alla Gestione separata, l’essere lavoratori autonomi iscritti all’Inps o far parte dei lavoratori inquadrati come personale del comparto di sicurezza, del soccorso pubblico o della difesa. Altra opzione, l’essere parte del personale connesso all’emergenza sanitaria in atto. Il bonus Baby sitter sarà indirizzato anche per chi opera nel settore sanitario sia pubblico che privato (accreditato). In questa categoria rientrano i medici e gli infermieri ma anche varie figure tecniche (radiologia medica e anche o.s.s.).

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Chi è quindi che resta fuori? Innanzitutto chi gode già di altri bonus, come quello relativo agli Asili nido. In questo caso subentra l’incompatibilità fra le due tipologie di aiuti. Fuori dai giochi anche i lavoratori dipendenti, poiché per loro subentrano altre forme di assistenza, come i congedi parentali o agevolazioni connesse allo smartworking. Fuori anche gli insegnanti, così come il personale Ata (loro già esclusi anche dalla versione precedente). Da ricordare, inoltre, come non sarà possibile richiedere il bonus da parte di un genitore qualora lo abbia già fatto l’altro. Inoltre, se uno dei due usufruisce del congedo parentale, dovrà rinunciare al Bonus Baby sitter. Stessa cosa anche se uno dei due è in regime di smartworking.