Scadenze fiscali aprile: ecco tutte le date che devono essere ricordate e segnate in rosso sul calendario dei contribuenti italiani.

scadenze aprile 2021
(Fonte: Pixabay)

Aprile sarà un mese dove ci saranno importanti scadenze fiscali. Un calendario molto fitto e dove saranno tante le date che andranno segnate in rosso. Il tutto prenderà il via il 10, giorno in cui scadrà il termine per il pagamento dei contributi Inps relativi al primo trimestre 2021.

Una scadenza che riguarda i datori di lavoro che hanno come dipendenti lavoratori che prestano servizi domestici e familiari. Ci si riferisce dunque a colf, badanti, baby sitter, già al centro di alcuni bonus, assistenti familiari, governanti e camerieri. Ma da ricordare c’è davvero tanto altro. Giusto dunque entrare nel dettaglio e nello specifico. Infatti si sta parlando di una tematica che può davvero interessare a molti.

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Scadenze fiscali aprile, ecco tutto quello che c’è da ricordare

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Al di là degli sconti in fattura per chi ha usufruito del superbonus (15 aprile), una questione importante è quella degli adempimenti periodici di chi è in possesso di partita IVA. Questi ultimi consistono nel versamento di IVA, Irpef e contributi Inps. Tutto consisterà in una serie di versamenti, che saranno in gran parte effettuati tramite F24.

Un altro giorno importante è quello del 26 aprile, quando scadrà la presentazione all’Agenzia delle Entrate degli elenchi riepilogativi Intrastat sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi del mese precedente verso i soggetti dell’Unione Europea. I soggetti interessati sono società di persone, società semplici, Snc, Sas, Studi associati, Società di capitali, Cooperative, Sapa, Enti Pubblici, lavoratori autonomi e professionisti.

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Il 30 aprile saranno invece tante le scadenze. Da ricordare la domanda di esonero dal pagamento del canone Rai. Sono interessati da questa scadenza i contribuenti pari o superiori a 75 anni, in possesso dei requisiti previste dalla legge. Occhio però anche al termine per il versamento dell’imposta di registro, pari al 2% del canone annuo, relativa ai contratti di locazione non soggetti a cedolare secca. Infine va sottolineato il secondo o unico acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2020. Insomma, tante le cose da ricordare.