Effettuate, da parte delle Fiamme gialle, oltre 67 mila requisizioni di materiali destinati alla vendita privi dei marchi di conformità. E non solo giocattoli.

Giocattoli
Foto di Esi Grünhagen da Pixabay

Blitz massiccio della Guardia di Finanza di Como, messo in atto in alcuni esercizi commerciali cittadini a scopo precauzionale. L’obiettivo, uno stock di uova di Pasqua destinate alla vendita (e quindi alla fruizione da parte dei minori), sospettate di contenere alcuni giocattoli potenzialmente pericolosi per i piccoli, o comunque ritenuti non sicuri. E i controlli a tappeto avrebbero dato i loro frutti, in quanto numerosi prodotti privi di marchio sono stati requisiti dalle Fiamme gialle. Fra questi, alcuni ovetti di plastica e altri giocattolini, come pulcini e coniglietti, non sarebbero stati in possesso dei requisiti di sicurezza.

A mancare, il marchio Ce e le dichiarazioni di conformità, fondamentali ai fini della libera circolazione dei prodotti destinati al commercio in tutti i Paesi dell’Unione europea. In particolare, i finanzieri hanno effettuato controlli in un maxi-emporio comasco, dove sono stati eseguiti diversi sequestri per mancanza di conformità alle normative di sicurezza. In totale, i vari controlli eseguiti hanno consentito di rimuovere dalla vendita oltre 67 mila prodotti potenzialmente rischiosi.

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Giocattoli pericolosi, brutte sorprese nell’uovo: sequestri a Como

Non solo giocattoli, ma anche articoli di bigiotteria, come collane, braccialetti e orecchini, sono stati sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza di Como. Ma le operazioni non si sono limitate ai controlli nelle uova: i finanzieri, infatti, hanno disposto il sequestro di oltre 12 mila cartine per il tabacco, in questo caso per vendita in regime di evasione d’imposta. Il materiale, secondo quanto appurato dai finanzieri, era privo della necessaria licenza rilasciata dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli. E altri prodotti erano anch’essi privi dei marchi di conformità.

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Il blitz, oltre che con la disposizione dei sequestri, si è concluso con una segnalazione alla Camera di Commercio di Como-Lecco e alla stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il rischio è di sanzioni monstre comminate da entrambi gli enti interessati. I quali, nel primo caso, potrebbero comportare, a seguito della segnalazione, fra i 1.500 e i 10 mila euro e fra 516 e 25.823 euro di sanzione, mentre nel secondo si profila una multa compresa fra i 5 mila e i 10 mila euro.