Nelle ultime settimane una vera e propria rivoluzione ha investito il settore delle telecomunicazioni e dell’intrattenimento sportivo.

Diritti tv
Diritti tv (Adobe)

La Serie A, è passata di mano. Dopo 18 anni di monopolio assoluto da parte della tv satellitare Sky, ora i diritti tv per la trasmissione delle gare del campionato italiano di calcio, sono stati conquistati dall’emittente streaming Dazn, in partnership con Tim, proprio a discapito do Sky, la cui offerta non è stata ritenuta vantaggiosa da parte della Lega di Serie A, che quasi in massa ha votato a favore dell’emittente che fino ad oggi si è sempre presentata come outsider nel settore.

Succederà, insomma, che dalla prossima stagione calcistica, Dazn trasmetterà la quasi totalità degli eventi legati alla Serie A. Si parla di 7 incontri in esclusiva a giornata. Gli altri 3 dovrebbero essere trasmessi proprio da Sky, in una sorta di riproposizione a parti invertite di quello che è successo negli ultimi anni proprio in Italia. Abbonati Sky in rivolta, quindi, perchè costretti, a breve, a munirsi di un doppio abbonamento per seguire la propria squadra del cuore.

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Dazn frega Sky e gli abbonati insorgono: la banda del “pezzotto” se la ride

Se gli abbonati Sky contestano il fatto di doversi ora munire di doppio abbonamento per seguire la Serie A, ci sono invece altrettanti milioni di italiani per niente provati, colpiti, sfiorati dalla notizia. Sono quelli del famigerato “pezzotto”, l’Iptv, quelli che insomma con soli 10 auro al mese, o giù di li, fruiscono dell’intera programmazione satellitare, streaming e quant’altro, in maniera del tutto illegale, protagonisti di un fenomeno che anno dopo anno travolge sempre di più il mercato del settore dell’intrattenimento sportivo e non.

Per loro, insomma, cambia davvero poco. Che sia Dazn ad avere il monopolio sulla prossima Serie A, o Sky o chiunque altro, per loro cambia davvero poco. Il loro abbonamento resterà di certo invariato e nessun fastidio, seccatura, o altro ancora andrà a sfiorare la propria illegale condotta.

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Il “pezzotto” fa storia a se. Al di la dei diritti televisivi, che sia intrattenimento satellitare, streaming o altro ancora, fa davvero poca differenza. Tra i due litiganti, insomma, e le proteste degli abbonati, il titolare dell’abbonamento pirata gode, ed anche parecchio. Per lui tutto come prima, anzi, forse, ancora meglio, chissà.