Tra i settori maggiormente colpiti dall’impatto del Covid si annovera quello del turismo. A causa delle varie restrizioni, ricordiamo, non è possibile spostarsi tra le regioni, mentre è possibile andare all’estero.

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È passato ormai più di un anno da quando il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portandoci a cambiare quelle che erano le nostre abitudini. A partire dal distanziamento sociale, passando per l’utilizzo della mascherina, fino ad arrivare alle varie limitazioni negli spostamenti, infatti, sono davvero tante le cose a cui dover prestare attenzione. Molti imprenditori si ritrovano, purtroppo, a continuare a tenere le serrande delle proprie attività chiuse. Il governo, quindi, è chiamato a pensare a forme di aiuto ad hoc, come ad esempio i contributi a fondo perduto previsti nel Decreto Sostegni.

Misure ritenute da molti non sufficienti, visto il difficile periodo che ci si ritrova ad affrontare a causa del Covid, che ha messo in ginocchio molti settori lavorativi. Tra questi si annovera il mondo del turismo, alle prese con il divieto di spostarsi tra regioni, che va inevitabilmente ad influire sulle tasche degli operatori di questo settore. Una situazione che assume il sapore di beffa, visto il paradosso che vede il nostro Paese alle prese con il divieto, appunto, di spostarsi tra una regione all’altra, mentre è consentito recarsi all’estero. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Turismo in ginocchio, il paradosso italiano: spostamenti tra regioni vietati, ma è possibile andare all’estero

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In un momento storico particolarmente difficile come quello attuale non mancano purtroppo i paradossi. Ne è un chiaro esempio quanto sta accadendo al mondo del turismo, alle prese con il divieto di spostarsi tra regioni che va inevitabilmente ad influire sulle entrate di questo settore. Dall’altro canto, invece, è consentito andare in vacanza all’estero, fermo restando, ovviamente, le possibili restrizioni locali.

Fino al 30 aprile, ricordiamo, si dovrà fare i conti con l’assenza di zone gialle e i vari limiti alla circolazione sul territorio nazionale. È possibile uscire fuori dalla regione, infatti, solamente per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Allo stesso tempo l’ultimo Dpcm, in vigore fino al prossimo 6 aprile, consente invece i viaggi per turismo verso l’estero.

Turismo all’estero: ecco dove è possibile andare

In particolare nei Paesi dell’Elenco C è possibile andare senza comprovati motivi. Rientrano in questa categoria: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo). Inclusi anche Andorra, Principato di Monaco, Polonia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Repubblica Ceca, Romania.

Al rientro in Italia è sufficiente compilare un’autodichiarazione, informare l’ASL e presentare apposita certificazione che attesti l’esito negativo del tampone molecolare o antigenico che deve essere effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia. A partire dal 30 marzo, inoltre, è prevista la quarantena obbligatoria di 5 giorni e tampone negativo al termine dell’isolamento.

È possibile recarsi anche in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Tailandia senza comprovati motivi. In questo caso al rientro in Italia è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni. È possibile andare anche in crociera. A tal proposito bisogna sapere che, ad esempio, i passeggeri di MSC Crociere devono effettuare un test con tampone molecolare o antigenico entro 96 ore prima della partenza. Esonerati dal tampone i bimbi con meno di 2 anni di età. Per quanto riguarda Costa Crociere, invece, i viaggi ripartiranno il 1° maggio con mini crociere in Italia, mentre dal 16 maggio sarà possibile recarsi anche in Grecia e Croazia. Consentiti i viaggi per il resto del mondo solamente con comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Turismo al tempo del Covid: occhio alle restrizioni

Se da un lato è possibile recarsi presso tutte le località finora elencate, dall’altro canto è bene prestare attenzione alle possibili restrizioni locali. Restano chiusi, ad esempio, i confini di Brasile e Stati Uniti. In Portogallo, invece, è vietato, fino al 16 aprile, l’ingresso di persone provenienti da nazioni con più di 500 casi ogni 100 mila abitanti, salvo comprovati motivi di lavoro o di necessità. Stesso discorso vale per la Nuova Zelanda che continua a tenere i confini chiusi.

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Al contrario le Seychelles hanno deciso di riaprire al turismo internazionale, ma le attuali disposizioni del nostro Paese vietano di spostarsi verso questo Paese, così come verso gli altri Stati dell’elenco E. Proprio per questo motivo, prima di partire è sempre bene informarsi sulle possibili restrizioni locali. In ogni caso, salvo alcune limitazioni, il paradosso rimane. Mentre non è possibile spostarsi tra una regione all’altra, infatti, è possibile andare all’estero. Una situazione che porta con sé un amaro sapore di beffa per gli operatori del turismo italiano.