Diventato l’uomo di fiducia del parroco, il sacrestano si è arricchito negli anni grazie alle offerte rubate in chiesa. La ricostruzione della clamorosa vicenda

Offerte rubate in chiesa
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Si impossessava delle offerte dei fedeli per “fare la bella vita”. Si potrebbe sintetizzare così la storia di Georges C. il sacrestano della chiesa Saint-Germain-de-Prés, la più antica di Parigi.

Arrivato dalla Siria alla fine degli anni ottanta fu inserito insieme alla moglie nel contesto lavorativo ecclesiastico dal parroco della storica chiesta francese. Doveva occuparsi della sorveglianza delle funzioni, mentre la sua coniuge cucinava per i sacerdoti. Inoltre disponevano di un alloggio di servizio e mettevano insieme circa 4000 euro al mese.

Niente male per una coppia arrivata da un altro paese. Un cambio di vita importante che avrebbe dovuto renderli felice e farli accontentare. Ed invece no, per la legge non scritta “più si ha, più si vuole avere”, l’uomo è andato decisamente oltre.

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Offerte rubate in chiesa: la ricostruzione dell’accaduto

Tutto è iniziato quando insieme ad un collega gli fu affidato l’incarico di controllare e conteggiare le offerte rilasciate durante le celebrazioni domenicali. Nel 2017 il parroco iniziò a maturare dei dubbi in seguito al calo delle donazioni e per forza di cose i sospetti ricaddero subito su Georges che viene controllato a sua insaputa.

Decisive le foto con i sacchi  prima dei dei suoi conteggi e le banconote segnate con un tratto verde. Intercettato all’uscita della chieda gli agenti lo hanno sorpreso con 490 euro di cui 320 con il connotato di riconoscimento sopracitato. In tribunale ha dichiarato che la sua era una vendetta nei confronti del parroco che dopo 17 anni aveva relegato la moglie al part-time.

Ciò non gli è bastato per evitare la condanna a 18 mesi di reclusione con la condizionale e al risarcimento alla diocesi di 75.000 euro. Dopo il licenziamento è stato assunto in una pompa di benzina dove guadagna circa 1260 euro al mese. 

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Negli anni, il 62enne originario siriano si era talmente arricchito tanto da acquistare automobili prestigiose, quattro appartamenti nella capitale francese ed entrare a far parte di società importanti, di cui una operante nel campo degli additivi petroliferi. Inoltre nella sua abitazione sono stati ritrovati numerosi contanti, anche stranieri, a testimonianza di come negli anni abbia fatto razzie all’interno della chiesa.