Troppo denaro in giacenza sul conto corrente non è mai una buona soluzione. Specie perché, qualora il trend non si modifichi, le commissioni saranno crescenti.

Conto corrente

Ne abbiamo già parlato recentemente, ma il fatto che vi siano 1.700 miliardi di euro complessivi fermi sui conti corrente è un dato che fa riflettere. Sorge un problema quando sul proprio conto vi siano in stagnazione cifre troppo elevate. Innanzitutto perché non solo provoca costi ma anche mancati guadagni. Non è una tendenza nuova quella al risparmio ma lo stazionamento dei propri soldi sul conto corrente diventa più acuita in una fase come quella che stiamo vivendo. Un periodo in cui l’incentivo al rischio di investimento non c’è quasi per nulla e, soprattutto, le grandi spese sono ferme.

Chi si ritrova con 100 mila o più soldi sul conto significa che è stato costretto a rivedere i piani in merito a qualche spesa piuttosto che abbia accumulato dei risparmi. Magari, infatti, ha potenziato il suo conto corrente per l’acquisto di una casa o per altre spese ingenti. Bloccate poi dall’irruzione del Covid-19 e di tutte le sue conseguenze funeste, sulla salute e sull’economia. Il che ha fatto sì che, con una crisi economica che ha reso tutti molto più prudenti nello spendere i propri soldi, si accumulasse un conto complessivo piuttosto elevato.

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Il caso conto corrente:

Non è tanto un problema del contribuente, quanto piuttosto dell’intero sistema finanziario. Le banche, infatti, vedono applicati dei tassi negativi dalla Banca centrale europea nel momento in cui sono costrette a ri-depositare le giacenze a Francoforte. La giacenza dei soldi quindi, come si diceva, genera un costo. Inutile dire che nel momento in cui la banca si vede costretta a pagare un tasso su tali giacenze, andrà a compensare applicando commissioni al cliente. Il punto è che le commissioni (così come i tassi negativi) servono come incentivo alla mobilità del denaro. Questo perché la stasi dei soldi comporta la stagnazione e questo non è mai un bene.

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I problemi che possono generare rispondono a nomi ben precisi: inflazione innanzitutto, ossia la perdita di valore di quel denaro non mobile. E poi la commissione sulle liquidità appunto, che accomuna praticamente tutti i conti in questa situazione (qualora siano superiori a 100 mila euro). Infine le spese di tenuta e l’imposta di bollo. Altro punto focale, il fatto che, se il trend non dovesse modificarsi, le commissioni verrebbero applicate anche a un conto di minori dimensioni. Bper, per fare un esempio, applica commissioni crescenti qualora vi siano somme superiori a 100 mila euro. La Bnl, invece, alle corporate mette commissioni fino a 4 mila euro. Meglio fare attenzione.