Quando un genitore cointesta un conto con un figlio per il disbrigo delle pratiche, spera sempre che questo non generi litigi alla sua morte. Ma non sempre va così.

Conto cointestato
Foto di Steve Watts da Pixabay

E’ capitato spesso che, per un motivo o per un altro, due fratelli si ritrovassero a discutere su chi dei due fosse beneficiario diretto di qualche lascito genitoriale. Non dovrebbe succedere, non è bello e soprattutto è una ferita per entrambi. Ma purtroppo è accaduto, tanto da rendere necessaria, nel tempo, qualche precisazione sulla natura di alcuni dettagli che, in qualche modo, diventano più rilevanti nel peggior senso del termine. In molti, infatti, si sono chiesti come evitare che un parente, magari un fratello appunto, vada a svuotare il conto cointestato al fine di non subire svantaggi ereditari.

La questione, naturalmente, si verifica nel momento in cui un genitore operi per il conto cointestato con un figlio. Una mossa che, in qualche modo, consente al genitore in età avanzata di svincolarsi da troppi turbamenti, lasciando alla prole la responsabilità delle spese e dell’adempimento degli oneri. Succede di frequente e, il più delle volte, fra i figli (qualora ovviamente ve ne sia più di uno) non subentrano discussioni. Va da sé che, alla morte del genitore, il cointestatario del conto si ricordi di non essere l’unico figlio.

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Conto cointestato con un genitore,

In questo contesto, chi ha meno responsabilità è proprio la banca, in quanto responsabile unicamente del conto e non di chi lo ha sottoscritto. Secondo la Cassazione, dietro sentenza del 19 marzo, la banca non ha nemmeno l’onere di accertarsi sulle condizioni di salute dei propri clienti, spettando ai familiari l’avvertenza del decesso di un titolare di conto. Una volta avvenuto questo, la banca potrà procedere al blocco in attesa di sciogliere il nodo della successione. In questo senso, svuotare il conto per il cointestatario non sarebbe possibile.

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Per tutelare comunque anche gli altri eredi, in caso avvenga il peggio (ovvero che il cointestatario si aggiudichi tutta la somma), a norma di legge si può procedere in ambito civile, rivendicando il diritto a una quota, o addirittura in ambito penale, attraverso querela per presunta appropriazione indebita con motivo di dolo. In effetti, ogni erede possiede il diritto di accedere all’estratto conto del titolare deceduto (art. 13, legge n. 675/1996). Se dovessero emergere anomalie, gli eredi delegittimati potrebbero agire per via giudiziaria ma non oltre tre mesi l’averle notate. Quello che nessuno si augura succeda mai.