Aumenti sensibili per i baby sitter, soprattutto al Nord Italia, anche 2 euro in più rispetto al 2019. Influisce la pandemia, così come i suoi effetti. Dad in primis.

Baby-sitter
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Non ci sono lavori facili di questi tempi. Specie nei settori più colpiti dalla pandemia, che ha in alcuni casi quasi azzerato la domanda, mentre in altri si è “limitata” a modificarla. Creando, in alcuni casi, degli inconvenienti tecnici, per così dire, fra chi presta il servizio e chi ne usufruisce. E’ il caso di un servizio diventato negli anni essenziale come quello di baby sitter. Un lavoro che in questi mesi, stando ai trend analizzati nei Comuni italiani, ha visto un incremento sensibile dei costi per chi lo richiede.

Niente di strano se ci si pensa: con le scuole chiuse e molti lavoratori impossibilitati allo smartworking, il servizio di baby sitting è diventato essenziale. E, aumentando la domanda, ecco che aumenta pure il costo. Del resto, visto che siamo in piena crisi economica e che nessuno se l’è cercata, qualche sbalzo nei costi magari c’era da aspettarselo. Il dato che lo conferma è che il trend in rialzo si conferma più o meno in ogni zona d’Italia, accomunando il Nord come il Sud. Questo perché la problematica alla base dell’incremento della domanda è stata comune e i baby sitter hanno subito il fisiologico aumento.

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Baby sitter, cresce la domanda ma pure i costi:

Normale che la nuova chiusura delle scuole abbia messo nei guai moltissime famiglie. Il problema è che non sempre è possibile abbinare lavoro agile e didattica a distanza. E questo crea una serie di problematiche che vanno dall’impossibilità di seguire i figli nelle lezioni da casa a quella di garantire i giusti standard lavorativi. E allora, al netto dei congedi, del bonus baby sitter delle altre misure di sostegno pensate dal governo, ecco che subentra la necessità di rivolgersi a qualcuno. Specie nel momento in cui lo smartworking, per la professione che si svolge, non sia proprio previsto.

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Ma non è solo questione di dad naturalmente. Anche le chiusure degli asili nido hanno sgambettato inevitabilmente tantissimi genitori. Tuttavia, le logiche di mercato tengono conto solo fino a un certo punto dell’emergenza. Se si analizzano le diverse zone d’Italia, si può notare che in una città come Aosta, chi opera il servizio di baby sitter chiederebbe 10 euro all’ora. In altre grandi città del nord, sempre secondo le stime tracciabili, si scende di poco: tra i 9 e i 9,50 euro a Milano, Genova e Venezia (aumento più o meno di 2 euro rispetto all’anno pre-pandemico). Così anche a Firenze. Effetti del Covid anche questi.