Mario Draghi promette l’impegno del Governo affinché possano realizzarsi le prime riaperture dopo Pasqua, con la scuola in testa

Draghi promette riaperture dopo Pasqua: "Prima la scuola"
Mario Draghi (Fonte foto: web)

Il presidente Mario Draghi, parla in Senato, dove si avvia a preparare l’imminente Consiglio Ue. Il tema, sono le riaperture, che i cittadini attendono moltissimo, vista la crisi economica sempre più preoccupante per il Paese. Dopo Pasqua il Governo dovrà mettere in agenda la riapertura per diversi settori.

Lo stesso Draghi annuncia: “Mentre stiamo vaccinando è bene iniziare a pianificare le aperture. Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire la scuola in primis, con le primarie e l’infanzia anche nelle zone rosse, allo scadere delle attuali restrizioni, speriamo subito dopo Pasqua”. Un piccolo passo in avanti da parte del premier, che poco fa fece arrabbiare alcune categorie di lavoratori.

Darsi una data di ripartenza è stato molto semplice, dal momento in cui, ricordiamo, il Dpcm in atto scadrà il 6 aprile 2021. Le riaperture quindi, faranno senz’altro parte del prossimo provvedimento, perché il Governo ne emetterà certamente ancora altri, fino al termine effettivo della pandemia.

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Draghi, non solo riaperture: un occhio all’Europa

Un altro tema è stato ripreso dallo stesso premier, visto che negli ultimi giorni ad esso si è dato molto risalto: il certificato vaccinale. Draghi ha affermato che la Commissione europea starebbe lavorando per ottenere entro tre mesi un certificato per chi si fosse vaccinato, o per chi avesse effettuato un test diagnostico e per chi fosse guarito.

“La libertà di movimento deve andare di pari passo con la garanzia della salute. Questo obiettivo va perseguito senza discriminazioni e nella tutela dei dati sensibili dei cittadini. È un processo complesso”, ha affermato l’ex presidente della BCE, che intanto non manca di promettere anche aiuti in arrivo dopo le restrizioni di questo periodo.

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Infine, il discorso affrontato con Erdogan, a proposito della Turchia. Il premier, afferma di aver parlato direttamente con il presidente dell’importanza dei diritti umani anche nelle iniziative divisive. I valori europei quali la difesa dei diritti umani e la violenza sulle donne, sono troppo importanti per accettare l’abbandono dell’accordo di Istanbul.

“Dobbiamo ribadire l’impegno come governi e parlamenti nazionali a costruire un’Europa che accolga i giovani e li formi come figli, non come riserva di lavoro, spesso sottopagato. Un futuro migliore per l’Europa unita passa attraverso una azione concreta sull’occupazione, soprattutto giovanile, sulle parità, sui diritti sociali”, ha dichiarato infine, Mario Draghi.