Benzina illecita, blitz della Finanza: giro d’affari milionario

I finanzieri hanno debellato una presunta organizzazione di 21 persone, tutte denunciate. Oltre 5 milioni di litri di benzina smerciata in tutta Italia.

Benzinai
Foto di IADE-Michoko da Pixabay

Protagonisti involontari della maratona Cashback, i benzinai sembrano vivere (o almeno alcuni di loro) un’altra problematica, che getta una macchia sulla categoria, causando anche un danno a migliaia di lavoratori onesti. Sia chiaro, si parla di un episodio isolato. Ma questi particolari distributori, come riferisce Libero Quotidiano, sembrano aver perseguito la strada di decisivi illeciti, lesivi per i contribuenti e anche per gli altri distributori di carburante. Ad Albano Laziale, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha effettuato un blitz nei confronti di una presunta organizzazione composta da 21 persone, accusate di contrabbando di benzina e gasolio.

Secondo quanto formulato dall’accusa, i sospetti avrebbero utilizzato ben cinque impianti di distribuzione e addirittura un numero fino a cinque di mezzi (si parla di autoarticolati) per trasportare la merce. Tutto posto sotto sequestro, addirittura assieme a qualcosa come 130 mila litri di prodotti petroliferi. I componenti dell’inquadrata organizzazione sono stati tutti denunciati, mentre il maltolto è stato in parte soggetto a donazione, nello specifico ai Vigili del Fuoco.

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Benzina illecita, blitz della Finanza: cosa è accaduto

Un traffico estremamente vasto quello debellato dai finanzieri. E pensare che l’indagine è iniziata da un rituale controllo su un distributore di benzina. Dal quale le Fiamme gialle hanno iniziato a srotolare una matassa estremamente intricata e che riservava sempre nuove sorprese. Un vero e proprio “mercato nero” del carburante, sulla base di 5,2 milioni di litri. Considerando quanto veniva evaso (tra Iva e accise) si parla di 4 milioni di euro strappati ai contribuenti. Un giro d’affari incredibile, allestito, secondo l’accusa, da un uomo che avrebbe istituito numerose società fantasma alla fine di emettere delle fatture false e garantirsi l’evasione al Fisco.

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In pratica, nel periodo in oggetto agli inquirenti, la presunta organizzazione sarebbe riuscita a distribuire il carburante in tutta Italia. Rifornendo quindi automobilisti del tutto ignari della provenienza. Parte della benzina e del gasolio sarebbero finiti nelle cosiddette “pompe bianche”, ovvero i distributori senza logo, solitamente a minor costo.