Pandemia, chi perde il lavoro? Soprattutto donne e giovani

Con il Covid a farla da padrone, l’economia è sicuramente cambiata, ma a farne le spese sul lavoro sono sempre donne e giovani

Giovani lavoratori (Fonte foto: web)

C’è una Regione in particolare, nel nostro Paese, che alla fine della pandemia vedrà una grandissima disoccupazione femminile. Dati che di certo preoccuperanno in tutta Italia, ma in particolare il Lazio, rilscia numeri incredibili.

Pare che a poco serva l’attuale stop dei licenziamenti, anche perché non varrebbe proprio per tutti. Il Lazio ha visto diminuire il numero delle proprie lavoratrici donne, del 3,1%, andando a ridursi di ben 33.000 soggetti, soprattutto nel romano, dove si registra un -4%.

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Scarseggia il lavoro ed a rimetterci sono sempre le donne

Negli ultimi tre anni, la situazione non si era mai presentata così tragica. Con un po’ di cinismo potremmo affermare che c’era persino da aspettarselo, vista la differenza di guadagno tra uomini e donne, che vige in Europa ancora oggi. Nel Lazio, la pandemia ha davvero cambiato tutto. Addio a ben 47.000 posti di lavoro, vuol dire perdite per il 2% maggiori rispetto all’anno precedente.

A perderci di più sono stati i dipendenti del settore terziario, soprattutto quelli di turismo e ristorazione con 62mila perdite complessive tra il 2019 ed il 2020. Però sembra quanto meno strano che a “non salvarsi”, siano quasi tutte donne, con ben 33mila posti lasciati vuoti. Come detto, nel Lazio rappresentano il 3,1% della diminuzione del lavoro femminile.

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E poi c’è l’altra categoria di lavoratori che da sempre in questo Paese, è costretto a sacrifici ed a tanta insicurezza, i giovani. Per questi ultimi, il calo occupazionale è addirittura pari al 7,1%, con più di 6.000 posti di lavoro persi. Numeri così alti di disoccupazione, non si avevano da più di vent’anni, nello specifico, bisogna retrocedere al 1994. All’epoca le difficoltà furono date dalla svalutazione della Lira. Il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica, ha lanciato l’allarme dicendo che quella attuale sarebbe: “Una situazione allarmante”.