Pensione anticipata: per alcune categorie di lavoratori è possibile

Contribuenti di determinate categorie lavorative in pensione anticipatamente compiuti i 61 anni di età. Chi sono?

Chi può andare in pensione a 61 anni, spedendo la domanda entro maggio
Pensione (Fonte foto: web)

L’INPS ha confermato le direttive per il pensionamento anticipato di determinate categorie di lavoratori.

Infatti questi potranno avere il pensionamento anticipato ai 61 anni di età. A beneficiarne sono:

-lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti;

-notturni a turni o per l’intero anno;

-addetti alla cosiddetta linea catena;

-conducenti di veicoli, con capienza non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico.

Coloro che volessero usufruire della formula del pensionamento anticipato dovranno avere queste determinate caratteristiche: 61 anni e 7 mesi di età appunto, ma non meno di 35 anni di contributi versati.

Per i lavori usuranti, bisogna averli effettuati in 7 degli ultimi 10 anni lavorativi o per la metà della propria vita lavorativa.

Pensione anticipata per alcune categorie di lavoratori: tutti i dettagli

In questo anno si concluderà inoltre la difficile situazione di quota 100 con il quale sarà possibile andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi anticipatamente.

In molti dunque potranno usufruire del pensionamento anticipato, stazionato altrimenti ai 67 anni di età con la Legge Fornero.

Ci si chiede però spesso, però se è possibile andare in pensione prima del tempo?

Ci sono dei metodi per anticipare la pensione non rispettando i dettami dell’INPS. Tra questi parliamo del RITA(Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) che consiste nell’erogazione di tutto o parte del montante accumulato sul fondo pensione fino al raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia INPS.

Partendo dal presupposto che l’età pensionabile è sempre di 67 anni, per chi non avesse raccolto nel corso della propria vita i contributi dediti al versamento per la propria previdenza sociale, esistono anche altri modi per ricevere comunque la pensione.

Ovvero, probabilmente pensione in questo caso sarebbe solo la parola, dato che parliamo piuttosto di sussidi.

Si perché effettivamente questi soldi sono dati da modalità non proprio adatte per tutti, certamente non adatte per chi ha lavorato tutta la vita, ma piuttosto per chi non ha mai lavorato o ha svolto sempre lavoretti in nero.

Il primo metodo è l’assegno sociale, come detto non proprio una vera e propria pensione, ma piuttosto un sussidio per chi si ritrovi in profonda difficoltà economica e non sappia come andare avanti.

Stessa cosa per il secondo metodo che sarebbe la cosiddetta pensione di cittadinanza stabilita dalla legge art. 1 del D.L. n. 4/2019. Questa viene elargita a chi si trova al limite o al di sotto della soglia di povertà.