Whatsapp: le associazioni chiedono pesanti risarcimenti

Il sistema in tilt per qualche ora e la richiesta delle associazioni dei consumatori di risarcimenti ai clienti colpiti.

Whatsapp
Whatsapp (Adobe)

 

Il Codacons a la guerra contro Whatsapp, Facebook ed Instagram per il “down” verificatosi nella giornata di ieri. Il malfunzionamento, durato quasi un’ora, ha letteralmente mandato in tilt gli utenti. In molti, costretti allo smart working, in contatto tramite social con colleghi per questioni lavorative, hanno, inoltre, subito dei veri e propri disagi. L’associazione dei consumatori, batte forte su questo tasto. Il disagio subito da chi, con certe app, ci lavora.

Si fa riferimento al momento delicato, alla situazione lavorativa già grave. In questo particolare momento, insomma, determinati disagi non dovrebbero verificarsi, soprattutto per cosi tanto tempo. L’associazione dei consumatori chiede insomma un risarcimento a Mark Zuckerberg, per il danno provocato a milioni di utenti che, ad esempio, con Whatsapp ci lavorano , e quindi hanno visto compromessa la propria giornata ed l qualità del proprio lavoro.

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Whatsapp: la posizione del Codacons in merito ai disagi di ieri

La nota associazione per la tutela dei consumatori ha cosi sintetizzato la propria posizione in merito a quanto accaduto nella giornata di ieri: “In un momento in cui milioni di italiani sono costretti a lavorare in smart working, disservizi come quello odierno causano pesanti disagi e rallentano l’attività dei cittadini, impendendo di inviare messaggi anche importanti. Anche Instagram risulterebbe coinvolto nei disagi, ma è soprattutto il down di Whatsapp a scatenare le ire degli utenti e a creare i maggiori problemi” aggiunge l’associazione dei consumatori

La situazione, secondo lo stesso Codacons, sarebbe aggravata dal fatto che nel nostro paese non è la prima volta che si verificano tali disservizi. Cosi facendo, non curandosi della qualità del servizio fornito, si rischia di provocare enormi disagi agli utenti di determinate app, che sono la quasi totalità della popolazione.
L’associazione dichiara insomma guerra alle grandi della messaggistica e dei social network. Gli utenti vanno tutelati, sempre. Chissà come andrà a finire.