Un caffè è costato ben 400 euro di multa a testa sia al barista che glielo aveva servito che al cliente, ecco la motivazione

Genova: il caffè che è costato 400 euro a barista e cliente
Caffè in tazza (Fonte foto: web)

Hanno subito una multa di ben 400 euro a testa, il cliente ed il barista un po’ distratti di Genova. Questo perché il caffè al cliente in questione sarebbe stato servito nella classica tazzina di ceramica e non nel bicchiere monouso come ora invece prevedono le norme anticovid.

Fortunato, dovremmo dire, il barista che ancora ha un posto di lavoro in questo periodo che sta mettendo in ginocchio tanti reparti che fanno economia nel nostro Paese. Tra questi, proprio bar e ristoranti, stanno avendo la peggio, con 300mila posti di lavoro persi.

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Per un caffè: multa non solo al bar ma pure al cliente

La notizia è della mattinata di ieri, quando al centro storico di Genova, in piazza Pollaiuoli è stata attuata la normativa, sfociando in una salatissima multa per barista e cliente. Gustavo Boero, proprietario del bar Lo Scorretto, ha spiegato l’accaduto: “Erano le 7:30, avevo appena alzato la serranda ed era il primo caffè che facevo”. Il barista si giustifica dicendo che non avendo ancora avuto il tempo di tirar fuori i bicchierini in plastica, ha preparato il primo caffè in vetro ed il cliente lo avrebbe consumato in piedi in piazzetta.

“In venti secondi sono spuntati tre giovani agenti in borghese, che si sono qualificati e mi hanno multato. – Racconta Boero – La cosa che più mi fa star male è che anche il mio cliente ha subito questa ingiustizia ed è stato multato: un caffè che gli è costato 400 euro”. O che magari poi non gli costerà tanto, visto che ci sono tante novità. Di fatto, almeno le multe per violazione del coprifuoco, possono essere cancellate.

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Il barista come conseguenza di quella che a suo avviso è un’ingiustizia ricevuta, ha chiuso il bar, affiggendo la multa sulla saracinesca e ricordando che in un momento difficile per tutti, dove a stento lui riesce a pagare le spese, gli agenti sarebbero potuti essere meno severi. Soprattutto, perché, spiega ancora Boero, il tutto si sarebbe verificato all’aperto e con sole due persone in uno spazio ampissimo. “Non posso contunuare così, finché c’è la zona arancione non voglio far rischiare nessun cliente”, ha concluso l’amareggiato barista.