Vittime covid: oggi ricorre la giornata della memoria nazionale

L’Italia commemora i morti per covid. In questa giornata, da quest’anno, il ricordo delle vittime della pandemia.

Camion bare
Camion bare (Facebook)

18 marzo, giornata di commemorazione delle vittime covid. Il paese si ferma e rende omaggio a quanti non ce l’hanno fatta. Onora i cittadini italiani che hanno perso la vita nel corso della tragica pandemia, onora quanti inconsapevoli sono andati verso la morte, spesso senza nemmeno rendersene conto. Un virus terribile, sconosciuto, che colpisce ed uccide senza pietà, in ogni situazione, in ogni condizione. Oggi, più di prima, il nostro paese è in prima linea nella lotta al covid.

Un anno dai fatti di Bergamo, dalle migliaia di vittime ogni giorno, dalle immagini delle ambulanze in fila per accedere agli ospedali, dei camion che trasportavano le bare delle sfortunate vittime. Un anno dalla paura di qualcosa che non conoscevamo ma che sapeva fare male, molto male. Un anno da Codogno, dalla Lombardia infestata dal virus e dalla morte. Un anno dall’orrore di qualcosa si sconosciuto e poco gestibile, un anno e poco, in certi casi, sembra essere cambiato.

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Vittime covid: le parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha commemorato i morti italiani di covid da Bergamo, una delle città simbolo della prima ondata. Li Draghi ha voluto ricordare il valore di quanto è successo al nostro paese e all’Italia ed all’intero pianeta. In quei luoghi che solo un anno fa parlavano di morte e tragedia, il premier ha voluto commemorare le vittime si quella che è stata ed è ancora, una pandemia di dimensioni epocali, qualcosa si mai vissuto prima d’ora.

“Non possiamo abbracciarci –  ha dichiarato Mario Draghi – ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti più uniti. Avete vissuto giorni terribili, sono tante le immagini di questa tragedia ma una è indelebile, la colonna di carri militari carichi di bare. Questo luogo – continua –  è un simbolo del dolore di un’intera nazione. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo.

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“Siamo qui – conclude –  per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette”.