Alitalia, che taglio: 7.500 dipendenti restano a casa

Crisi Alitalia, le cose vanno peggio di come si poteva immaginare: a farne le spese dovrebbero essere proprio i dipendenti

Alitalia (Fonte foto: web)

Da tempo Alitalia mostra i segni di una crisi, nata persino prima della pandemia Covid-19. Ad onore del vero infatti, è da più di un anno che i dipendenti della compagnia aeromobilistica di bandiera italiana, tremavano per la loro sicurezza del lavoro.

Dello scorso gennaio di fatto, le frasi d’allarme di Giuseppe Leogrande, commissario straordinario nominato proprio per la gestione della crisi Alitalia. Leogrande, già due mesi fa, poneva l’attenzione sulla possibilità che in tanti stavano rischiando il proprio stipendio.

Se possibile però, le cose sono andate anche ben peggio le previsioni, con la compagnia con sede a Fiumicino, che invece si è vista costretta a lasciare a casa più della metà del proprio staff totale.

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Alitalia potrebbe ripartire: ma quanti dipendenti perde?

Stando alle ultimissime notizie che giungono dalle sedi Alitalia, la compagnia partirebbe da un totale di 3.000 dipendenti, a dispetto dei 10.500 attualmente sotto contratto. Cose che già si sapevano? No, perché in realtà lo scorso dicembre, le prospettive erano almeno più ottimistiche, visto che si parlava di 5.000 licenziamenti e non di 7.500. Se c’è una notizia buona è che per ora queste cifre non rappresentino ufficialità, ma sono quelle che girano tra i sindacati.

L’assolavoratori dal canto suo, ha già trattato il tema con il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti che ha parlato di un piano industriale molto rivisitato, non escludendo la possibilità di una disponibilità di 3 miliardi di euro per il rilancio del vettore, da parte dell’UE.

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Naturalmente, se si abbassasse di tanto la crew, diminuirebbe anche il numero dei mezzi da dover usare. La flotta di Alitalia, passerebbe da 103 a 45 aerei. La trattativa con i sindacati, si dividerebbe in due possibilità: ok ai prepensionamenti con 5 anni di anticipo rispetto ai 62 anni di età di uscita per chi vola, quindi con l’addio nei prossimi mesi di almeno 480 lavoratori di cabina, oppure il part-time. Vale a dire, assumere in part-time al 25% appunto, il personale in Ita.