L’ora legale sta per tornare: data di ripristino e risparmio per i cittadini

Con l’arrivo della primavera torna a far capolino l’ora legale. Ecco quando le lancette degli orologi si sposteranno un’ora in avanti. Un cambio che consente un bel risparmio all’Italia

Ora legale
Fonte Pixabay

Ormai ci siamo. Poche settimane e torneremo ad avere un’ora in più di luce. Al contrario di quanto si era ipotizzato qualche tempo fa, non sarà l’ultima volta che cambierà l’ora. L’Italia infatti non ha intenzione di allinearsi alla proposta del Parlamento Europeo visto che lo spostamento dell’ora consente dei notevoli vantaggi in termini di risparmio energetico. 

L’UE ha infatti deciso di abolire l’obbligo di cambio dell’ora e quindi la potestà di poter decidere cosa fare in tal senso spetta ai singoli paesi membri. La prospettiva è quella di trovarsi orari differenti anche tra paesi confinanti che notoriamente hanno lo stesso fuso orario. 

Tornando in casa nostra, per il 2021 il cambio dell’ora è previsto nella notte tra il 27 e il 28 marzo. Una volta scattate le 2 di notte si passerà automaticamente alle 3 e di fatto perderemo un’ora. Dal giorno seguente però la luce inizierà ad aumentare fino ad arrivare ai picchi massimi di fine giugno in cui ci saranno le giornate più lunghe dell’anno.

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Ora legale: quanto risparmia l’Italia con lo spostamento delle lancette in avanti

L’ora in avanti ha principalmente degli effetti benefici per le tasche dei cittadini italiani. Potendo contare su una maggiore esposizione alla luce del giorno, di fatto calano i costi per quanto concerne l’elettricità visto che si ha meno bisogno della luce artificiale.

Terna, società che gestisce la rete elettrica nel Bel Paese ha fatto una stima di quanto si risparmia grazie a questo cambio che avviene annualmente. Prendendo in esame il 2020 sono stati utilizzati 400 milioni di kilowattora di elettricità in meno che in termini economici sono circa 66 milioni di euro in meno. 

In generale dal 2004 al 2020 il risparmio energetico totale ammonta a 10 miliardi di kilowattora che ha permesso agli utenti di poter evitare un esborso di 1 miliardo e 720 milioni di euro.