Rientro a scuola tra Covid, trasporti e orari ridotti: futuro incerto

Il 7 gennaio riapriranno le scuole, ma sono ancora molti i dubbi in ballo. A partire dai trasporti, fino ad arrivare all’ipotesi di svolgere le lezioni in orario pomeridiano, il futuro degli studenti è ancora incerto.

Scuola linee guida
Fonte: Pexels

In seguito all’emergenza Covid il governo ha adottato una serie di restrizioni volte a limitare la diffusione del virus. Tra i settori maggiormente interessati, quello della scuola, con gli studenti che hanno dovuto fare i conti con tanti cambiamenti, come la didattica a distanza.

Il prossimo 7 gennaio è previsto il ritorno sui banchi dopo le vacanze di Natale, ma ancora sono molti dubbi in ballo, con la maggior parte delle Regioni che sembrano intenzionate a convocare una riunione d’urgenza al fine di stabilire come far ritornare gli studenti in classe.

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Rientro a scuola al tempo del Covid: no al pomeriggio e pochi mezzi di trasporto

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Il prossimo 7 gennaio 2021 gli studenti dovrebbe tornare in classe, ma ancora continuano ad esserci numerosi dubbi, soprattutto per quanto concerne i trasporti pubblici e gli orari. Da un lato, infatti, ci si chiede se sia stato fatto tutto il necessario per garantire un potenziamento dei trasporti.

A tal proposito, come sottolineato da Arrigo Giana, presidente dell’Agens, l’agenzia confederale dei trasporti, l’afflusso degli studenti sembra essere decisamente meno rilevante di quella delle altre categorie e degli altri pendolari. Dall’altro canto dirigenti scolastici, ma anche sindacati, insegnanti e bidelli, ritengono che far lezione di pomeriggio sia pressoché impossibile. Il risultato di queste incertezze, quindi, sono i vari dubbi che rimangono sulle modalità con cui i studenti potranno finalmente rientrare in classe.

Le parole di Lucia Azzolina e Stefano Bonaccini

In fin dei conti mancano solo pochi giorni e per questo motivo dovranno essere prese a breve delle scelte definitive su tale argomento. A tal proposito il ministro Lucia Azzolina ha affermato: “Non possiamo arrenderci, ricordandoci sempre del peso specifico che questa Istituzione ha nel percorso di ogni bambina e bambino, delle ragazze e dei ragazzi, nella vita del Paese. Arretrare sulla scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo“.

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Dall’altro canto il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nonché presidente della Conferenza Stato-Regioni, ha affermato: “Se c’è preoccupazione per il rischio di un boom di contagi con la riapertura delle scuole sarebbe giusto che il governo nelle prossime ore ci riconvocasse e insieme prendessimo una decisione, in maniera molto laica“. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le decisioni del governo in merito al rientro a scuola in programma il prossimo 7 gennaio.