I tempi che viviamo, bui ed incerti, non fanno che accrescere in chi è senza scrupoli la necessità della sopraffazione.

Truffa
Truffa (Adobe)

Il momento assai delicato per il nostro paese, la crisi economica e sociale, gli stenti, le incertezze, non rendono certo il clima quotidiano semplice e sereno. A questo, aggiungiamoci, purtroppo, la presenza sempre nell’ombra di truffatori di professione, pronti ad approfittare di qualsiasi situazione pur di produrre un proprio tornaconto personale. Parliamo di persone senza scrupoli, disposte a tutto pur di portare a casa il bottino prestabilito.

Come si fa ad essere efficienti in quel campo? Nel modo più subdolo e disumano possibile, facendo leva sui sentimenti altrui, sulle debolezze delle vittime scelte con estrema cura. Rivolgersi ad un anziano e parlargli di un figlio in difficoltà, ad esempio, ogni tecnica, ogni messa in scena, ogni tentativo di sopraffare con qualsiasi mezzo il prossimo, la vittima prescelta nasconde un lavoro preciso, dettagliato di selezione, opportunismo, assenza d’ogni scrupolo.

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“Zia ho bisogno di soldi”: storia di un azzardo e di un finale inatteso

La storia arriva da Napoli. Nel quartiere più di una volta era giù successo che qualcuno avesse approfittato di persone anziane o di soggetti particolarmente fragili per estorcere denaro con le tecniche anticipate in precedenza. In casa, arriva una telefonata: “Pronto zia, sono io.. come stai?”. Dall’altra parte, una donna, crede di riconoscere la voce di uno dei suoi tanti nipoti e pronuncia il suo nome. A quel punto il truffatore conferma: “si sono proprio io”, ed il “gioco” può iniziare. Dalla telefonata di cortesia, però, si arriva ben presto ad altro.

Il ragazzo ha acquistato un computer, ma per motivi poco chiari, ha bisogno subito di una cifra in contanti per poterlo ritirare, cifra di cui al momento non dispone, e quindi, l’ultima speranza, sono gli zii. Manderà una persona a prendere i soldi, e poi li restituirà. Al limite, gli zii possono dargli anche qualche oggetto d’oro, al resto penserà tutto lui. La storia degli oggetti d’oro, chiaramente fa suonare un campanello d’allarme. Immaginando che la storia fosse vera, come può un negozio di computer accettare oggetti d’oro? La vittima a quel punto ha un sussulto: “Va bene.. vieni, ti do tutto”.

Ma qualcosa non funziona, il truffatore avverte nelle parole della donna un pericolo inatteso, una sorta di trappola,  e nel dubbio lascia cadere la cosa. Non arriverà nessuno a prendere quei soldi, qualcosa ha paradossalmente turbato il truffatore.

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Il tono della donna, i suoi dubbi velati da velata e scaltra incertezza. Il gioco non riesce, stavolta, ma forse è solo un caso. Il pericolo, il rischio, l’orco dai peggiori propositi è sempre li, pronto ad approfittare di ogni altrui debolezza.