Banche, i tempi cambiano: la Generation Z sceglie l’home banking

I tempi per adeguarsi al cambiamento dovranno per forza essere brevi: i sistemi di home banking sono i preferiti dai più giovani. Il dopo-pandemia è adesso.

Home banking
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Non solo necessità ma anche diletto. La pandemia ha impresso un’accelerazione importante alla digitalizzazione di massa, imponendo degli aggiornamenti urgenti in alcuni settori (soprattutto della Pubblica amministrazione) per snellire le procedure burocratiche e garantire accessi da remoto anche per operazioni di pagamento. Il tutto, naturalmente, nell’ottica di non favorire assembramenti, code e altre occasioni di contagio da Covid-19. Tuttavia, come inevitabilmente accade, la “rivoluzione” non si è limitata all’ambito pratico.

Il fenomeno, infatti, oltre a essere dato in continua crescita ha iniziato a riguardare i campi più disparati, cominciando da quello relazionale. Il boom delle società tech è solo un indicatore: sono cresciute esponenzialmente le applicazioni di messaggeria, quelle di videocall e anche semplici app destinate a uso ludico. In tutto questo, ampio spazio di manovra lo ha trovato anche un settore che, fino a un anno fa, era considerato perlopiù roba da professionisti. Quello degli investimenti online.

Anche grazie allo sviluppo di piattaforme sempre più semplici e disponibili a investimenti a basse cifre, la nuova tendenza ha finito per interessare anche i più giovani. Sempre più attratti dal mondo della finanza online ma anche più propensi all’utilizzo di sistemi di home banking per la gestione dei propri risparmi. Anche questo è un campo in crescita: nel 2019, il mercato dell’internet banking si attestava a 11,43 miliardi di dollari. Per gli analisti di Allied Market Research, nel 2027 saremo a 31.81 miliardi, ovvero +178% di crescita.

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Banche, i tempi cambiano: l’home banking e le sfide del futuro

In pratica, anche una volta finita la pandemia le operazioni fisiche in banca saranno sempre più limitate. Un effetto collaterale del periodo che stiamo vivendo se vogliamo, che parla di un 75% di consumatori sempre più convinti della bontà del sistema di home banking, anche nell’ottica dello sviluppo di un rapporto fiduciario con la propria banca (ne è convinto il 51% degli italiani). In questo quadro di progressivo (e rapido) sviluppo si colloca la sfida del futuro per il settore finanziario: quella di rimanere competitivo e stare al passo delle novità che i clienti si aspettano.

Un discorso che riguarda soprattutto la Generation Z, più giovane dei Millennials e, per questo, più affine a un determinato tipo di prestazione. Basti pensare che, pur parlando di una platea di consumatori giovanissima, il 99% di loro (così come il 98% dei millennial) utilizzano completamente le app di mobile banking. In sostanza, per rispondere alle esigenze delle generazioni più giovani, il settore dovrà per forza di cose adeguarsi ai tempi. E potenziare non solo i sistemi di home banking ma anche quelli di interazione banca-cliente. Un adeguamento che, da novità in tempi di emergenza, sta man mano diventando un obbligo.