Da effetto bancario ad assegno post-datato: come cambia la… cambiale

Uno strumento di pagamento fra i più temuti fino a qualche decennio fa. Oggi è ancora usata la cambiale? I saldi a lungo termine sembrano andare in altra direzione.

Cambiale
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La scena, di fantozziana memoria, del mitico ragionier Ugo intento a firmare il proverbiale “chilo e duecentocinquanta grammi” di cambiali per indennizzare i danni al Grand Hotel di Capri, è diventata un cult della cinematografia italiana. Tuttavia, nonostante l’esilarante gag di Fantozzi e del suo disastroso weekend amoroso con la signorina Silvani, il tema cambiale è tutt’altro che da ridere. Il termine corretto sarebbe “effetti bancari”. Cambiale, però, è quello più comunemente usato per indicare questo sistema di pagamento, costituito da un titolo di credito formale e astratto che esige il saldo a tempo e luogo previsti.

Come si diceva, c’è poco da scherzare. In quanto titolo esecutivo, mancare di saldare una cambiale dà diritto (previa applicazione di apposito bollo) all’immediata rivalsa sui beni del debitore. In sostanza, pagare una cambiale diventa un atto quasi più vincolante del saldo di una rata di mutuo. Qualcosa a cui stare quindi bene attenti, perché potrebbe provocare situazioni decisamente poco piacevoli. Normale che, nel tempo, sia stata associata a gag che, più esattamente, sarebbe da definire tragicomiche. Tuttavia, nel corso del tempo, il suo utilizzo si è estremamente dilazionato.

Come tutte le forme di pagamento, anche la cambiale è regolamentata a norma di legge. Innanzitutto, requisito fondamentale è la denominazione: il nome “cambiale” deve infatti essere inserito nel titolo, assieme ad altri dati come luogo di emissione e data, oltre a quelli di chi è tenuto al pagamento (il cosiddetto trattario). Inoltre, il nome del destinatario del pagamento, l’ordine incondizionato, la scadenza, il luogo della riscossione e la sottoscrizione di chi emette (traente). Requisiti obbligatori ai fini della validità del documento. Un’alternativa è la cambiale in bianco, con accordo fra le parti ai fini della compilazione successiva di alcuni campi.

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Da effetto bancario ad assegno post-datato: tipologie e alternative alle cambiale

Non ne esiste una tipologia esclusiva. Si parla infatti di alcune particolarmente diffuse come il pagherò cambiario o la cambiale tratta. Nel secondo caso, l’ordine di pagamento impone una somma indicata nel titolo da pagare al beneficiario (che può essere anche il traente). Nel primo, invece, si tratta di una vera e propria promessa di pagamento a data e luogo. Esiste poi la cambiale ipotecaria (di costi elevati e quindi poco utilizzata) che prevede un diritto ipotecario circolante assieme al titolo del credito. E’ necessario però un atto notarile.

Se si vuole parlare di alternative, lo strumento che più si avvicina alla cambiale è l’assegno post-datato. Si tratta allo stesso modo di un titolo esecutivo, con possibilità di esecuzione immediata della riscossione in caso di mancato pagamento e senza costi aggiuntivi all’imposta di bollo (rispettivamente 11 e 12 per mille se si tratta di tratta o vaglia). L’unico neo è l’impossibilità di essere presentato allo sportello bancario per l’incasso prima della data di riferimento. Uno strumento speculare ma allo stesso modo poco utilizzato. Per i pagamenti sul lungo periodo oggi esistono metodi più snelli e anche meno rigidi.