Bot annuali a sei miliardi: le indicazioni del Tesoro sui Titoli di Stato

Il Tesoro piazza i Bot all’asta di marzo, con piccole variazioni rispetto al mese di febbraio. Forte l’incidenza dell’andamento dei mercati internazionali.

Bot Btp

Sei miliardi di euro di Bot a un anno collocati dal Tesoro, con rendimento al -0,421%. Ovvero, un aumento di tre punti base, in riferimento a un importo richiesto di 8,535 miliardi con rapporto di copertura all’1,42. Il tutto accompagnato da un lieve aumento degli interessi. I dati sull’asta dei Bot, con scadenza 14 marzo 2022, sono stati comunicati dalla Banca d’Italia, che ha collocato tutti i titoli offerti dal Ministero dell’Economia. Piccola discrepanza rispetto all’asta di febbraio, che aveva collocato i tassi dell’asta dei Bot all’1,39.

Il dato che salta all’occhio è il mantenimento del rendimento lordo sul segno meno: -0,421%, ovvero un prezzo di aggiudicazione paria a 100,431 euro. Anche qui una piccola discrepanza rispetto ai Bot annuali di febbraio, per i quali il rendimento era fissato a -0,454%. Una leggera variazione che non modifica il trend: rispetto al mese scorso, tuttavia, qualche modifica si attesta sulle richieste, a febbraio pari a circa 9,73 miliardi di euro su un ammontare offerto che si attestava a 7 miliardi.

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Bot annuali a sei miliardi: l’incidenza dei mercati

La domanda, quindi, si conferma su un andazzo discreto. A influire sull’umore dei mercati, resta comunque il rimbalzo dell’inflazione sui listini di Borsa. Per quanto riguarda l’Italia, i prezzi alla produzione di gennaio tengono banco quanto gli aggiornamenti sull’indice settimanale delle richieste dei mutui. Il tutto, comunque, si confà all’andamento dei titoli di Stato americani, i cui rendimenti sono saliti a seguito del rialzo dei prezzi registrato nelle ultime settimane.

Interessante il riscontro sui dati dell’inflazione a livello internazionale: in Cina, a febbraio, la diminuzione tendenziale si è attestata allo 0,2%, in miglioramento rispetto a gennaio (-0,3%), anche se resta superiore a quanto atteso dagli analisti (-0,4%). Salgono invece i prezzi al consumo (+0,6%) e viene impressa un’accelerata anche alla produzione, che a febbraio registra un +1,7% di aumento tendenziale. Decisamente di più rispetto al +0,3% di gennaio e comunque un dato ampiamente superiore alle aspettative degli analisti.