Home Fisco e tasse Il Governo cancella le multe: 15 anni di illegalità perdonate

Il Governo cancella le multe: 15 anni di illegalità perdonate

Si passa allo stralcio delle multe, da comprendere ancora alcune modalità, ma il piano del Governo sembra abbastanza chiaro.

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Multe (Web)

Il Governo pronto a varare il decreto Sostegno, pensa a come fare per alleggerire il lavoro della pubblica amministrazione, da troppo tempo appesantita dal lavoro pregresso in quanto a gestione di multe e quant’altro. L’idea potrebbe essere quella di un condono totale per pendenze dal 2000 al 2015. 15 anni di reset, in cui tutti i debiti fino a 5000 euro verrebbero completamente abbuonati. Non si parla soltanto di multe stradali, ma anche di provvedimenti non ancora notificati nel solo anno 2020, quello in cui ha avuto inizio la pandemia per intenderci.

Il provvedimento andrebbe si ad alleggerire il lavoro della pubblica amministrazione, ma chiaramente, nello stesso tempo renderebbe meno pesante la pressione accumulata sui contribuenti. Pressione, in questo caso intesa come debitoria, immaginiamo che in ogni caso in 15 anni un cittadino potrebbe aver accumulato non poche multe, ed infatti il tetto di 5000 euro, serve proprio a mettere un paletto al provvedimento, altrimenti si rischierebbe davvero di perdonare ogni cosa a chi è stato poco attento o corretto.

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Il Governo cancella tutte le multe: la pace fiscale alla fine trionferà?

Si discute tanto in queste settimane di pace fiscale, sembra essere diventata in questa fae il nodo principale da sciogliere per il Governo Draghi. A questo punto tra i provvedimenti da stralciare potrebbe entrarci più di una tipologia di debito. Multe, canone rai, si è parlato di bollo auto. Una sanatoria in tutto e per tutto. Un condono decennale, in alcuni casi addirittura quindicinale, per alleggerire la condizione dei cittadini italiani e della pubblica amministrazione, con anni ed anni di lavoro arretrato.

Al momento, se dovesse passare la linea del Governo di andrebbe all’azzeramento di 60 milioni di cartelle, il 46% di quei 130 milioni di euro, in mano, sotto forma di credito, se cosi di può chiamare, ad oggi all’Agenzia delle Entrate. 54 milioni di notifiche pronte ad essere spedite in questo momento, che rischierebbero però di essere depennate almeno per la metà. Il momento storico è quello che è, e forse, si vuole perdonare un po’ troppo al cittadino italiano.